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Correttivo porti, ecco i chiarimenti di Del Rio

Ecco quanto detto ieri all'VIII commissione del Senato da parte del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti. 

"Il correttivo porti è una fase conclusiva di quella riforma portuale che voi avete - in maniera molto importante - contribuito a portare avanti e che è un punto di forza delle riforme del Governo. È molto seguito e accettato dagli operatori portuali, in primo luogo, abbiamo bisogno però di qualche correttivo perché come vi è necessità di affinare alcuni strumenti. Alcuni argomenti non erano stati appositamente affrontati nella prima versione della Riforma e sapevamo già che avremmo dovuto metterci mano, per non creare ulteriore peso diciamo di implementazione della riforma, abbiamo voluto metterci mano in un secondo momento. Si tratta di un ulteriore tassello utile alla riorganizzazione portuale, sempre nell'ottica di portare efficacia al Sistema Paese, per l'Italia interpretata come il grande molo del Mediterraneo, e quindi le azioni di integrazione, di semplificazione e di efficienza previste nel decreto penso che consentiranno ai porti di diventare più capaci di creare occupazione, sviluppo economico ed equilibrio tra domanda e offerta all'interno dei Sistemi Portuali. Ovviamente il tutto nell’ottica di valorizzare tutto il “sistema mare” e quindi in maniera che espliciti tutto il suo potenziale. 

Vorrei ricordare che gli interventi più significativi proposti riguardano la classificazione dei porti, l'attribuzione al piano regolatore portuale del compito di definire le funzioni di ciascun porto, l'introduzione del riferimento al piano dell'organico del porto - questo tema della materia del lavoro era uno degli elementi che abbiamo appositamente omesso nella prima versione della Riforma - e l'inserimento di disposizioni che sono più disposizioni di chiarimento in materia di inconferibilità e incompatibilità per i membri nominati del Comitato di Gestione. 

Per quanto riguarda la classificazione, si è superato il regime attualmente in vigore che fa riferimento a criteri e caratteristiche dimensionali, tipologiche, funzionali dei porti per la classificazione, perché abbiamo pensato che queste modalità di classificazione siano troppo complesse e non rispondano appieno al mutato quadro costituzionale che c'è tra Stato ed Enti Locali. La modifica che si propone tiene conto del riparto di competenze, appunto, tra Stato e Regioni, prevedendo una netta distinzione tra porti nazionali e porti regionali e creando quindi una netta semplificazione. 

Per quanto concerne invece la revisione delle competenze di governance, in linea con i principi dettati dalle norme deleganti, si è previsto in capo al Presidente dell'Autorità di Sistema Portuale - in un'ottica di porre particolare attenzione al lavoro portuale - l'adozione del piano dell'organico del porto dei Lavoratori delle imprese previa delibera del Comitato di Gestione, sentita la commissione consultiva, sulla base dei piani dell'impresa, degli organici, del fabbisogno lavorativo, che sono comunicati dalle imprese di cui agli articoli 16 e 18 e dell'organico del soggetto di cui articolo 17. 

Il piano è aggiornato ogni tre anni, ha un valore di documento strategico di ricognizione e analisi dei fabbisogni lavorativi e non produce vincoli per le imprese di cui agli articoli 16 e 18, salvo le proposte di investimento effettuate dell'impresa che intende ottenere una concessione portuale con precisi impegni sui volumi di traffico e sui livello di assunzioni. Quindi il Presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, sentito il Ministero, può adottare questi piani operativi di intervento per il lavoro portuale che sono finalizzati alla formazione professionale, alla qualificazione dei lavoratori, alla riqualificazione e la riconversione del personale interessato; è in sostanza uno strumento che credo possa aiutare a dare più flessibilità e anche più sicurezza e più garanzie ai lavoratori del Sistema Portuale. 

Un ulteriore aspetto innovativo è sui membri dei Comitati di Gestione: è stata prevista infatti l'applicazione del Decreto Legislativo 8 aprile 2013, n. 39 “Norme in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico” e questa norma è applicata ai membri del Comitato di Gestione. Invece, sul tema degli strumenti di pianificazione, è stata prevista all'articolo 15 la “variante localizzata”, che è uno strumento che può essere adottato in fase transitoria, per un tempo limitato, al fine di rendere possibile la programmazione e la progettazione di interventi infrastrutturali che si rendessero necessari e indifferibili nelle more dell'approvazione dei piani regolatori di sistema portuali vigenti e non veicolabili come gli adeguamenti tecnico funzionali.

12/10/2017, © Euromerci - riproduzione riservata

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