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A colloquio con Claudio Torchia del Gruppo CFT

“Quella della CFT è una storia di lavoro iniziata più di 40 anni fa. Nata nel 1974 all’interno del mercato ortofrutticolo di Novoli a Firenze, CFT affonda le proprie radici agli inizi del ‘900, quando i facchini del mercato di Piazza Ghiberti decisero di associarsi in ‘Redenta’, una cooperativa che garantiva loro un’occasione di riscatto sociale”. Esordisce così il direttore generale del gruppo Claudio Torchia col quale abbiamo ripercorso le tappe del passato e anche del presente che hanno reso il gruppo una delle maggiori realtà del panorama logistico nazionale.


Vogliamo ripercorrere le tappe che vi hanno portato a essere uno dei maggiori player logistici nazionali? TORCHIA: Già dai primi anni successivi alla costituzione, la dirigenza di CFT opera scelte importanti per il nostro futuro: la prima è quella di effettuare un significativo investimento per la movimentazione meccanizzata dei carichi, qualificando così la figura del facchino e accrescendo e consolidando la posizione di CFT nel settore, la seconda quella di proporsi come partner logistico delle principali imprese della GDO in Toscana, seguendo un importante player del settore fuori dalle mura del  mercato per gestirne il Ce.Di ortofrutta. Sono gli anni 80 poi quando CFT acquista i primi autocarri per la distribuzione della merce ed entra nel mercato del trasporto.  Dagli anni 90 la crescita è continua e costante: si consolida il legame con la GDO, si travalica il confine dell’area fiorentina allestendo un nuovo centro di coordinamento sul litorale tirrenico e, grazie alla realizzazione di utili coniugata alla volontà di sviluppare un know-how adeguato e nuovi servizi al passo con un mercato in continuo movimento, si avvia un percorso di partecipazioni di scopo in altre società.

 

E veniamo agli anni 2000… TORCHIA: Qui nell’ottica di diversificare le attività di business ,nonché di garantire un’offerta sempre più integrata, CFT ha intrapreso una politica di crescita per linee esterne che l’ha portata ad essere a capo di un gruppo di società, tra le quali S.I.LO SPA che, operando in qualità di third party logistic service provider in tutta Italia, ci ha consentito di divenire uno dei leader nazionali nel settore della logistica integrata. Questi ultimi anni sono caratterizzati inoltre da un importante investimento verso la logistica intermodale nel porto di Livorno e dall’ingresso nei settori facility management e ambiente.

 

Tuttora operate all’interno del mercato ortofrutticolo di Firenze, con quale tipo di offerta e soluzioni? TORCHIA: I servizi e le soluzioni offerte da CFT coprono a 360° le necessità del mercato ortofrutticolo di Firenze e dei suoi operatori in quanto, date le nostre origini, sono state sviluppate seguendo il suo evolversi.  Le prestazioni vanno infatti dalla movimentazione diurna e notturna dei carichi, alla gestione logistica di piattaforme distributive di ortofrutta fino a tutte le attività relative ai prodotti di I° e IV° gamma.  Inoltre il mercato rappresenta un importante hub per il Gruppo grazie alla dotazione di magazzini di stoccaggio a temperatura controllata situati al suo interno.


  

Nata nel 1974 all’interno del mercato ortofrutticolo di Novoli a Firenze, CFT affonda le proprie radici agli inizi del ‘900


Quali sono i “numeri” (fatturato, dipendenti, collaboratori, ecc.) del gruppo CFT? E quelli più specifici del settore logistico di CFT, ovvero di SILO? TORCHIA: Il gruppo opera su tutto il territorio nazionale, conta oltre 2.250 soci su un totale di circa 4.500 addetti, per un fatturato aggregato di gruppo di oltre 350 milioni di euro l’anno. Nel settore della logistica integrata raggiungiamo i 300 milioni. S.I.LO rappresenta la seconda società del gruppo a livello di fatturato ed essendo una società per azioni ci garantisce accessibilità al mercato, capacità d’investimento, dinamicità nei rapporti.

 

CFT è a capo di un gruppo di società attraverso le quali garantisce un’offerta integrata ai propri clienti, ce le può elencare? TORCHIA: I servizi offerti coprono l’intera filiera della supply chain: handling e trasporto alimentare ed extralimentare, progettazione e realizzazione di modelli logistici personalizzati e di depositi dotati delle più moderne tecnologie, attività in ambito portuale, servizi di spedizioni e agenzia doganale. Come attività a supporto del “core business” ci occupiamo anche di lavorazioni e confezionamento in ambito alimentare (frutta e verdura, carni rosse e bianche, ittico), noleggio di mezzi per la movimentazione, commercializzazione all’ingrosso di abbigliamento, erogazione di servizi contabili ed amministrativi. Operiamo anche nei settori facility management ed ecologia, facendoci carico di tutte le attività “no core” di imprese, enti pubblici o strutture sanitarie.

 

Quale è l’incidenza della food logistics nella vostra attività? E in quali altre filiere logistiche siete operativi? TORCHIA: Per il gruppo la food logistics rappresenta le origini. In tutti questi anni di attività abbiamo consolidato la nostra posizione in questo settore investendo costantemente in società, mezzi e attrezzature che ci hanno consentito di raggiungere un importante grado di specializzazione. Ad oggi, oltre che nella movimentazione e nel trasporto, siamo attivi nella lavorazione della carne, con oltre 6 milioni di kg di carne lavorata all’anno, e nel settore ittico dove gli elevati volumi movimentati in un piattaforma ad hoc (lavorazione e commercializzazione di 250mila Kg in un anno) e la gestione di alcuni ce.di della GDO hanno portato alla creazione di una specifica unità di business a questo dedicata. Un alto livello di specializzazione ed offerta è stato raggiunto anche nel settore ortofrutticolo dove, alle consuete attività logistiche, coniughiamo il servizio di lavorazione e confezionamento di frutta e verdura e, attraverso la nostra società CSC Vespucci, tutte le operazioni doganali, dai controlli fitosanitari fino allo stoccaggio a temperatura controllata e alla distribuzione della merce per gli operatori nazionali ed esteri del settore agroalimentare. La food Logistics ha sicuramente un’incidenza importante sul nostro fatturato ma negli ultimi anni ci siamo aperti anche alla gestione di nuove tipologie di merci: siamo attivi infatti nell’ambito della logistica di prodotti forestali e cellulosa, principalmente a favore delle cartiere della lucchesia, di farmaci e prodotti sanitari e di prodotti “handle with care” come manufatti in ceramica.

  

La componente “trasporto” com’è strutturata in CFT? TORCHIA: Il nostro servizio di trasporto, che copre tutto il territorio nazionale, è reso possibile dalla disponibilità di una flotta di oltre 1.000 automezzi, di cui 300 di proprietà. I servizi si suddividono tra attività di inbound logistics e outbound logistics. Offriamo sia servizi di linea che di distribuzione e il progetto per il prossimo futuro è il groupage. Il gruppo, grazie alle varie tipologie di mezzi disponibili, è in grado di gestire e coordinare l’intera filiera, dal ricevimento dell’ordine alla consegna, per tutte le merceologie: freschi, surgelati, alimentari non deperibili e prodotti no food. Inoltre grazie alla presenza in ambito portuale, siamo in grado di organizzare le attività logistiche che vanno dal trasporto franco magazzino all’ingresso al terminal portuale privato ed abbiamo allargato l’offerta con servizi di trasporto container, prodotti forestali e cellulosa.


 Il gruppo dispone di una flotta di oltre 1.000 automezzi, di cui 300 di proprietà

 

Di quanti centrali operative disponete? TORCHIA: Sono due, a Milano e Firenze. Come gruppo disponiamo di hub logistici per la gestione del servizio distribuiti su tutto il territorio nazionale. Le nostre centrali operative sono in grado di progettare e gestire il servizio di trasporto, pianificando e ottimizzando i viaggi per garantire puntualità e sicurezza della merce. I sistemi informatici oltre che, agevolare l’acquisizione di ordini di spedizione, la pianificazione delle tratte e l’assegnazione dei mezzi, forniscono informazioni precise e tempestive ai nostri clienti sia in termini di posizione dei camion che tracciabilità della merce. In un anno percorriamo oltre 20.000.000 Km e raggiungiamo oltre 10.000 punti di consegna.


Il Gruppo è stato premiato alla 13° edizione del premio Il Logistico dell’Anno per il progetto “S.I.L.O. – Food Service Distribution”: ce lo può illustrare? TORCHIA: Il progetto FSD ci ha affascinati sin da subito in quanto l’obiettivo era ambizioso e imponeva di progettare e gestire completamente la piattaforma, garantendo standard di qualità elevati e fornendo risposte fortemente innovative a esigenze altrettanto innovative: in pratica abbiamo cucito un «vestito su misura» seguendo le richieste del cliente.  Abbiamo realizzato un magazzino caratterizzato da un’alta specializzazione nella conservazione della merce e da un alto livello di informatizzazione che ha concesso al nostro cliente di effettuare il passaggio dalla multicanalità alla omnicanalità.  Altro elemento di profonda innovazione è rappresentato dal fatto che l’ufficio tecnico di S.I.LO. ha progettato un Ce.Di in cui il layout ed i flussi logistici replicano la fruibilità e le funzionalità di un punto vendita: le uniche differenze tra un negozio tradizionale e la piattaforma FSD sono legate alla presenza esclusivamente virtuale del cliente, le cui richieste sono evase da un “pickerista”. Questa esperienza ci stimola a guardare verso nuove sfide: quanto sviluppato infatti rappresenta un progetto pilota per la gestione dei servizi legati al web ordering e all’e-commerce B2B replicabile anche in altri contesti e per altre realtà.


Claudio Torchia. (a destra) riceve da Luigi Terzi (Assologistica Cultura e Formazione) il premio Il Logistico dell'Anno 2017 per  il progetto “S.I.L.O. – Food Service Distribution”

 

CFT riveste un ruolo di primo piano anche nell’ambito della logistica portuale e del trasporto multimodale. Con quali “strumenti”? TORCHIA: Nel corso degli ultimi anni il gruppo ha portato avanti un importante progetto di sviluppo in ambito portuale apportando numerosi investimenti nel territorio livornese. Il piano di sviluppo legato al porto di Livorno prende avvio dal rinnovato interesse nazionale e regionale su quest’area che ha portato alla definizione di un nuovo piano regolatore portuale e allo stanziamento di fondi per il progetto di ampliamento. Grazie a questo suo progetto di sviluppo, oggi CFT riveste un ruolo di primo piano anche nell’ambito della logistica portuale e del trasporto multimodale. Attraverso le proprie società il Gruppo svolge attività di agenzia marittima, spedizioniere doganale, casa di spedizioni e agenzia di trasporto (fornendo un servizio completo che comprende anche il navettaggio delle merci all’interno alle aree portuali e la gestione del servizio di delivery at place), nolo spazi refrigerati a temperatura controllata e non, sia in ambito portuale che all’interno del vicino interporto. Lo sviluppo del progetto legato a Livorno non è però concluso e prevede ancora nuovi investimenti ed una riorganizzazione complessiva di questo importante settore d’attività per il gruppo.

  

CFT adotta il "Modello 231", quello della “legalità” è dunque un tema che vi sta a cuore? TORCHIALa logistica da una parte è caratterizzata da elevato livello tecnologico, dall’altra dall’uso di manodopera non qualificata e di procedure al limite della legalità, se non oltre. Promuovere, difendere e diffondere la qualità etica del lavoro è una battaglia culturale che il Gruppo CFT porta avanti da sempre come suo valore fondante. Tutte le società facenti parte del nostro gruppo, come auspicato dalla Autorità Garante della concorrenza e del mercato, sviluppano il proprio business ricercando e mettendo in atto comportamenti virtuosi in materia di legalità, trasparenza, tracciabilità e responsabilità sociale. Così come SILO spa, che ha ottenuto due “stellette”, anche CFT ha conseguito il Rating di legalità con il punteggio massimo di tre “stellette” vedendo così riconosciuti i suoi comportamenti virtuosi. La sfida è quella di continuare a lavorare affinché il mercato inizi a riconoscere il rispetto degli standard etici come elemento premiante.

 

E che ci dice del vostro impegno in tema di “green logistics”? TORCHIA: CFT è estremamente sensibile alle problematiche ambientali e, proprio come quello della legalità, il tema della sostenibilità ambientale rientra fra i valori fondanti del gruppo. Il business è organizzato cercando di coniugare la competitività con il rispetto dell’ambiente: pianificazione e ottimizzazione accurata dei viaggi al fine di ridurre i chilometri percorsi, utilizzo di mezzi di movimentazione elettrici, circa 7.000 mq di impianto fotovoltaico sulla copertura dei magazzini e attenzione costante allo smaltimento dei rifiuti e al risparmio energetico sono solo alcune delle azioni messe in atto. Entrando nel merito della green logistics, già da qualche anno abbiamo apportato importanti investimenti: in ambito di city logistic, nell’ottica di città sempre più sostenibili, per rendere efficiente il trasporto delle merci all’interno dei centri urbani, il gruppo si è dotato di alcuni mezzi elettrici di piccole dimensioni con i quali effettua le consegne nel centro storico di Firenze. Inoltre dopo un periodo di studio e ricerca portato avanti con istituzioni toscane e università, il gruppo ha integrato il proprio parco mezzi con alcuni camion alimentati a gas naturale liquefatto (GNL).


a cura di Ornella Giola


08/02/2018, © Euromerci - riproduzione riservata

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