11/10/2022

2° Barometro Integrated Supply Chain, ecco i risultati

NetConsulting cube ha presentato di recente nell’auditorium di Prysmian, i principali risultati della seconda edizione del Barometro Integrated Supply Chain, BISC3. Il maturity model è stato condotto considerando aziende leader nei settori industriali, del retail e dei trasporti/logistica e si è rivolta sia ai responsabili della logistica e della supply chain che ai CIO. Gli ambiti di analisi che sono stati considerati fanno riferimento sia ad aspetti strategici che organizzativi che ad elementi legati all’utilizzo delle soluzioni digitali, con una focalizzazione sulle competenze necessarie alla creazione di valore per le aziende che contemplano anche il supporto richiesto ai partner IT.


 

Ciò che è emerso, dal punto di vista più strategico, è che le aziende stanno ponendo una forte attenzione ad arginare quegli elementi che possono rappresentare possibili freni alla crescita. Il 58,5% degli intervistati ha infatti dichiarato una certa preoccupazione legata all’aumento dei costi dell’energia che, se associati allo shortage legato alle materie prime (42,4%) e al progredire dell’inflazione (27,1%) portano instabilità e incertezza in tutto l’ecosistema economico. Resta inoltre da capire come proseguirà e quali saranno gli impatti generati dal conflitto russo-ucraino (46,6%).

 


Nello specifico ambito della supply chain emerge come la gestione dei fornitori, delle flotte e dei magazzini sia condizionata non solo dal costo delle materie prime ma anche dall’incertezza sui tempi di fornitura e dalla necessità di ripensare alla geografia in cui sono posizionati i principali fornitori. Il trasporto è condizionato da una significativa crescita del costo del carburante oltre che da una carenza, ormai sistemica, delle figure stesse del trasporto. Per chi ha attivo il canale e-commerce è in continua crescita il tema della reverse logistics. Il ricevimento merci necessita di una gestione attenta del controllo qualità così come, nell’ottica dell’ottimizzazione, di una gestione attenta delle scorte al fine di scongiurare le rotture di stock e, contemporaneamente, di ridurre al minimo lo stoccaggio. Infine, ma non meno importante, è emerso il tema della gestione della domanda. In un periodo ad elevata volatilità e in cui i consumi vedono una forte contrazione, è stato segnalato come vi sia un elevato stress sulla marginalità. E’ per questo che quasi tutte le aziende del panel stanno pensando a strategie e strumenti per migliorare la visibilità sui loro clienti finali.



Chiaramente, anche le soluzioni digitali giocano un ruolo rilevante nell’affrontare l’incertezza  Al netto dell’attenzione riposte nei confronti della cybersecurity e del digital workplace, ciò che emerge chiaramente è come le aziende stiano indirizzando i propri investimenti di digital transformation nell’introduzione di iniziative di data strategy, nell’ottimizzazione delle loro control tower e nell’adozione di servizi cloud, siano essi di tipo infrastrutturale piuttosto che applicativo. In particolare una gestione ottimizzata dei dati sembra stia diventando una priorità per le aziende.  A livello di integrazione lungo la filiera, ciò che emerge è un’integrazione soddisfacente con fornitori e clienti mentre risulta essere ancora molto contenuta con competitor e operatori del trasporto.

 


Peraltro le tecnologie utilizzate sono più o meno evolute e scontano un’assenza di standard abbastanza accentuata. A livello interaziendale, l’integrazione tra le funzioni risulta essere buona per il 59,3% delle aziende a fronte di un 20% di rispondenti che dichiarano di essere ancora in una situazione di integrazione media o bassa. Altro elemento di attenzione emerso dal maturity model fa riferimento alle competenze. Praticamente, malgrado le diverse intensità, quasi il 90% delle aziende ha dichiarato di soffrire di un gap di competenze, non solo di tipo digitale ma anche relative agli specifici ambiti funzionali. Ai fornitori di tecnologie e consulenza è richiesta una competenza di processo che permetta loro di comprendere problematiche e piani evolutive di aziende che operano nei diversi settori. Anche la disponibilità di success case già effettuati per alter aziende sta diventando un elemento fondamentale. La verifica cioè che determinate attività progettuali e problematiche siano già state sviluppate e affrontate. L’analisi di tutte le informazioni che sono state fornite dai partecipanti al Programma BISC3, ha permesso di costruire un posizionamento delle stesse aziende su gli assi dell’analisi in funzione del loro livello di readiness e al livello di integrazione.

 


Ne emerge, sinteticamente, come la strada da percorrere sia ancora lunga e come il livello di maturità delle aziende possa e debba essere migliorato nel tempo. Il periodo storico particolarmente incerto che tutti stanno vivendo, può sicuramente rappresentare un boost che favorisce l’ottimizzazione di processi e l’implementazione di programmi di digital transformation così come lo è stata la pandemia sui sistemi di collaboration e di office automation. Sicuramente le aziende dovranno imparare a convivere con un’incertezza che sta diventando normalità. La capacità di saper rispondere rapidamente ai continui shock che presentano i mercati e l’aumento della resilienza saranno sempre più elementi fondamentali per riuscire a competere con successo nei mercati nazionali e internazionali in cui operano le aziende.   

 

Vittorio Arighi

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