22/12/2017

Prove di multimodalità tra Livorno e l'Europa centro-nord

Al via lo studio per l’attivazione di un nuovo servizio intermodale al servizio dei traffici delle Autostrade del Mare del Porto di Livorno verso gli interporti del Veneto. In particolare, l’iniziativa prevede l’implementazione di un servizio strada-ferrovia-mare per il trasporto delle merci dal porto di Livorno, verso i mercati dell’Europa Centro-Settentrionale attraverso il gateway di Verona Quadrante Europa. Trasferendo su rotaia parte del percorso, oggi effettuato totalmente su gomma, il nuovo servizio potrebbe arrivare a togliere 2.700 camion ogni mese dalle strade con un notevole beneficio in termini ambientali, stimabile in circa 4.800 tonnellate di emissioni di C02 in meno all’anno. 


Chi sono le realtà coinvolte nel progetto
Questo lo scopo dello studio che impegnerà Interporto Toscano Amerigo Vespucci (promotore dell’iniziativa), Rete Autostrade Mediterranee (RAM), Autorità di Sistema Portuale dell’Alto Tirreno, Regione Toscana, Regione Veneto, Interporto Quadrante Europa di Verona, Interporto di Padova e Rete Ferroviaria Italiana (RFI), firmatari di un protocollo d’intesa. 


Un protocollo di intesa, aspettando nuovi servizi intermodali
I firmatari del protocollo collaboreranno alla definizione di un progetto di fattibilità tecnico-economica per uno o più nuovi servizi intermodali, il cui scopo è quello fluidificare i flussi di traffico connessi alle Autostrade del Mare tra Livorno e Verona, riducendo il congestionamento delle aree portuali e delle grandi vie di comunicazione. Il gruppo di lavoro analizzerà la sostenibilità dell’utilizzo dell’interporto Vespucci come gate portuale e come scalo di riferimento per l’instradamento dei semirimorchi su ferro verso gli interporti di Verona e Padova, snodi strategici sulle direttrici di traffico Nord-Sud ed Est-Ovest. 


Best practice da esportare ad altri scali e territori
«Il protocollo realizza gli obiettivi chiave della riforma avviata dal ministro Delrio – ha dichiarato Ennio Cascetta, amministratore unico di RAM – Da un lato, compie un passo avanti verso una strategia condivisa che mette sempre più al centro il concetto di logistica sostenibile, dall’altro, vede gli attori del settore portuale e logistico “fare sistema" per una programmazione intelligente, che prende il via da progetti di fattibilità. Tale iniziativa è l’emblema di ciò che stiamo portando avanti con il ministero dei Trasporti attraverso la cosiddetta “cura dell’acqua" e la “cura del ferro", i due strumenti cardine di un percorso di pianificazione che comincia a dare i primi risultati positivi e che pone le sue basi su una visione di sistema che integra le diverse modalità. Inoltre, l'accordo rappresenta una best practice da esportare anche ad altri scali e altri territori: come RAM siamo pronti ad assumerci questo impegno, per accompagnare il settore a definire una progettazione dall’alto valore aggiunto.». 


Interporto Vespucci snodo per agganciare Livorno e Piombino all'Europa
«L’intesa di oggi – ha commentato il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale, Stefano Corsini – formalizza un percorso che l’Autorità sta perseguendo con convinzione e che la “cura del ferro" avviata dal ministro Delrio ha reso praticabile: uno dei nostri obiettivi è quello di trasformare l’interporto Vespucci, vero e proprio polmone logistico dello scalo portuale labronico e, in prospettiva, di tutto il sistema, nel punto di riferimento di una catena logistica integrata che agganci i porti di Livorno e Piombino all’Europa. L’accordo ci offre l’inedita possibilità di favorire il riequilibrio modale tra gomma e ferro per il traffico dei rotabili in arrivo e in partenza dai porti, con le relative ricadute positive in termini ambientali e d’efficienza del sistema logistico integrato». 


Crescita sostenibile per Interporto Quadrante Europa di Verona
«Questo progetto si incardina perfettamente nel nostro piano di sviluppo dei traffici – ha dichiarato il presidente del Consorzio ZAI Interporto Quadrante Europa di Verona, Matteo Gasparato – e conferma come l’Interporto Quadrante Europa abbia intrapreso un percorso di crescita sostenibile e attento all’evoluzione dei nuovi traffici intermodali che si svilupperanno con i principali porti italiani, in pieno accordo con le direttive del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’interporto di Verona nella rete logistica nazionale gioca un ruolo essenziale, ma deve anche promuovere il tessuto economico sociale in cooperazione con la Regione Veneto».  


Le azioni previste dal protocollo 
Il gruppo di lavoro nato con la firma del protocollo si occuperà di analizzare l’attuale assetto dei traffici che coinvolgono le infrastrutture interessate, i traffici dei semirimorchi, i flussi di transito rilevati e i fattori di competitività del servizio di cui si ipotizza la realizzazione. In definitiva lo studio dovrà fornire tutti gli elementi necessari per l’avvio del servizio, ovvero, qualora non sussistano le condizioni di fattibilità, indicare dove e come agire affinché tali condizioni si realizzino.
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