24/05/2017

DOGANE, ESEMPIO VIRTUOSO DI DIGITALIZZAZIONE

Di recente, il presidente della commissione di inchiesta sul livello di digitalizzazione della pubblica amministrazione ha dichiarato: “L’agenzia delle dogane è un esempio di cui il nostro Paese deve andare fiero, quando la digitalizzazione è un valore aggiunto, non sono necessarie norme per obbligare i cittadini e le imprese ad adattarsi. È sufficiente raggiungere gli obiettivi con professionalità e con l’umiltà nell’ascoltare tutti i soggetti interessati". L’attenzione della commissione è stata rivolta al fascicolo elettronico predisposto dall'Agenzia delle Dogane che permette di controllare le merci in arrivo, in modalità telematica, prima che la nave sia in porto; in via generale viene consentito anche di potere operare doganalmente 24 ore al giorno su tutto il territorio nazionale. 


Verso una progressiva semplificazione
Inoltre, in base a quanto stabilito dall’art. 163 del nuovo codice unionale (Cdu) i documenti necessari all’applicazione delle disposizioni che disciplinano il regime doganale e che accompagnano la dichiarazione sono forniti alla dogana, non più sistematicamente, ma solo se sono necessari per controlli doganali o se la normativa dell’Unione lo richiede. Questa sostanziale novità ha consentito di introdurre semplificazioni nazionali, basate sull’utilizzo del fascicolo elettronico. Gli operatori hanno facoltà di utilizzare il fascicolo elettronico sia per la dichiarazione “Ordinaria c/o dogana" (art. 162 del Cdu) sia per la dichiarazione “Ordinaria c/o luo- go" (art. 139 del Cdu). L’Agenzia, grazie alla cornice normativa prevista dal nuovo codice doganale europeo, in vigore dal primo maggio dello scorso anno, ha predisposto e rafforzato strumenti di semplificazioni operative quali i fast corridor e il precleraring; per quanto attiene allo sportello unico occorre ancora coordinare e interfacciare i sistemi informatici di alcune amministrazioni coinvolte nei procedimenti amministrativi. 


Questa digitalizzazione della logistica s'ha da fare
In un recente articolo pubblicato sul Sole 24 Ore, il ministro Delrio ha affermato che il sistema logistico e portuale italiano si sta facendo di interesse a livello intercontinentale, e che il dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti sta lavorando a stretto contatto con l’Agenzia delle dogane con l’obiettivo della digitalizzazione dell’intera catena logistica. La logistica (4.0) prevede la digitalizzazione e la connessione dei sistemi e delle applicazioni dei porti e interporti, coinvolgendo tutti gli attori della filiera logistica: gli armatori, le comunità portuali, il trasporto su gomma e ferro, il trasporto su gomma inteso anche come la distribuzione al dettaglio, le dogane, le Autorità di sistema portuale e le Capitanerie di porto. Un progetto molto ambizioso ma assolutamente possibile dato il potenziale ITC dimostrato sin qui dalla Agenzia delle dogane e dei monopoli. Non si può dire la stessa cosa per qualche altra amministrazione coinvolta nel momento doganale. 


Non bastano gli investimenti immateriali
Abbiamo da recuperare in tempi molto rapidi il gap delle infrastrutture immateriali con i sistemi logistici dei nostri competitor, e non si pensi solamente a quelli del nord Europa; il tempo con il quale si giungerà alla nalizzazione di questo processo sarà determinante, e non solo mi riferisco alle infrastrutture immateriali ma anche alle infrastrutture materiali di cui necessitano i porti nostrani, quali i dragaggi per accogliere le navi di ultima generazione, l’elettrificazione delle banchine, il potenziamento dei binari sotto banchina per permettere di incrementare le quote di merci da trasportare via ferrovia. Tutto questo sarà fondamentale per essere pronti alle nuove sfide dei gateway italiani che sono impegnati a recuperare quote di traffico sia per il mercato domestico sia per alcuni mercati d’oltralpe, per effetto di una sempre crescente centralità del Mediterraneo e di due grandi innovazioni strutturali, come il raddoppio del canale di Suez, l’apertura commerciale della galleria del San Gottardo e non ultimo il fenomeno sempre crescente del gigantismo navale. 


Opportunità da non perdere per vincere i concorrenti nord-europei
Utilizzando i nostri porti, i traffici commerciali Europa-Far East beneficiano di un vantaggio di 5/6 giorni di navigazione in meno rispetto ai gateway del nord Europa, e questo si traduce in minori costi per la merce e in una disponibilità anticipata dei prodotti al banco vendita; ...minori costi=maggiore competitività. Non perdiamo questa opportunità, potrebbe essere l’ultima vera occasione concreta per mantenersi in scia dei big competitor. 


STEFANO MORELLI 
Presidente della Commissione Dogane di Assologistica
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