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Gioielleria, bigiotteria e articoli connessi, settore tra i più export-oriented del made in Italy

E’ uno dei comparti manifatturieri di punta del made in Italy, nonché tra i più export-oriented, con una propensione pari ad oltre l’80% del fatturato. Stiamo parlando dell'oreficeria e gioielleria, settori che proporranno il meglio di sé al prossimo salone Vicenza Oro - The Jewellery Boutique Show (19-24 gennaio)


Settore in ripresa nel primi nove mesi del 2017
Secondo gli ultimi dati disponibili riferiti al periodo gennaio - settembre 2017, si registrano segnali positivi nel settore gioielleria, bigiotteria e articoli connessi; pietre preziose lavorate. Ciò vale sia per le esportazioni, che per le importazioni e il saldo commerciale, confrontati con i risultati del gennaio – settembre dell’anno precedente. In particolare, le esportazioni salgono a euro 5.176.602.000 contro i 4.567.428.000 euro registrati nello stesso periodo 2016; mentre i saldi passano da 2.497.763.000 a euro 2.901.414.000 (fonte: elaborazioni statistiche ICE-Agenzia su dati ISTAT). 


Trend delle esportazioni altalenante nell’ultimo quinquennio 
Negli ultimi cinque anno il settore ha registrato un lieve aumento nel 2013, seguito da una lieve diminuzione nel 2014. Stessa dinamica nel biennio successivo 2014-2015 per poi segnare un nuovo calo nel 2016, prima dei risultati positivi del 2017 sopra citati, che andranno poi confermati con i dati degli ultimi tre mesi del 2017. Con riferimento ai mercati, i principali Paesi di esportazione - al netto della Svizzera e di Hong Kong che fungono da hub per le rispettive aree geografiche e si attestano rispettivamente al primo e al quarto posto come partner di destinazione delle produzioni orafe nostrane – sono, in ordine di grandezza con valori calcolati rispetto ai primi 7 mesi del 2016: Francia, che segna oltre il 40% di aumento, terzo mercato di esportazione della gioielleria made in Italy, Emirati Arabi Uniti, che con una lieve flessione dell’1,2% si conferma il secondo mercato di esportazione


Nell'area del Golfo si sente la concorrenza degli asiatici
Nonostante un evidente rallentamento della domanda interna, ascrivibile ad una serie di fattori quali la congiuntura petrolifera ma anche l’incertezza geo-politica che aleggia sulla regione del Golfo, le opportunità del mercato del lusso, e della gioielleria in particolare, sono ancora floride ancorché in misura meno accentuata rispetto agli anni passati. La domanda risulta sempre sostenuta dalla continua crescita dei consumatori molto facoltosi e alto spendenti, nonché dagli elevati flussi turistici, ma il suo ritmo di crescita ha subito un netto ridimensionamento. Dal lato dell’offerta, il mercato è diventato molto competitivo sia a causa della presenza della maggior parte dei marchi internazionali del lusso che negli ultimi anni hanno espanso la propria presenza nei principali centri commerciali del Paese, soprattutto a Dubai, sia per la comparsa di nuovi attori, soprattutto asiatici, molto aggressivi dal punto di vista delle politiche di marketing, forti di una struttura dei costi di produzione meno elevata e rigida rispetto ai loro concorrenti occidentali. Di conseguenza, le vendite delle imprese italiane del comparto del lusso e della gioielleria, più in particolare, hanno risentito del combinato effetto del rallentamento della domanda e dell’intensificazione delle pressioni competitive, con associato sacrificio di margini e quote di mercato.  


Stati Uniti, quinto mercato di destinazione con + 21% 
Il mercato americano della gioielleria è stato, con i materiali da costruzione, il più colpito dalla crisi finanziaria del 2007 e ha rischiato quasi l’estinzione. Segnali di ripresa sono stati visibili a partire dal 2012 in una traiettoria continua e ascendente, talché la situazione congiunturale sembra aver assunto connotati di più lungo periodo, favoriti lo scorso anno dal dollaro ai massimi e dall’oro ai minimi. I principali mercati che hanno registrato un maggior ritmo di crescita nell’ultimo triennio, sono, nell’ordine e prescindendo dalle dimensioni del marketplace: Giordania, Regno Unito, Francia e Stati Uniti. 


In Italia la crisi colpisce soprattutto la bigiotteria
Sul fronte dei consumi interni, i valori negativi sono, tra gli altri fattori, riconducibili alla debolezza economica degli ultimi anni e al perdurare pluriennale del periodo di crisi. I valori di vendita della gioielleria in Italia regrediscono ancora nel 2017, soprattutto per la bigiotteria. Oltre l’instabilità politica, tra i principali fattori ritroviamo anche l’incertezza nel futuro e l’alto tasso di disoccupazione che influisce sensibilmente sul potere d’acquisto della popolazione, in particolare per i beni non essenziali, come la gioielleria. Il fenomeno è parzialmente compensato dalla forte domanda di premium e luxury products in materiali preziosi, inclusi oro e diamanti, visti sempre più come un investimento relativamente sicuro. Anche per ciò, la fine jewellery ha registrato una miglior tenuta rispetto alla bigiotteria. Da segnalare che a sostegno delle vendite di fine jewellery c’è la grande richiesta di gioielleria made in Italy in particolare dei turisti cinesi, che spendono una media di 1.000€/giorno. 


Le donne acquistano da sè i gioielli, migliorando il potenziale del mercato
La domanda interna dei connazionali continua a basarsi su acquisti di gioielleria in occasione di specifiche ricorrenze, come compleanni, matrimoni e festività natalizie. Tuttavia molte donne in particolare non attendono più di ricevere un gioiello in regalo, ma si ricompensano acquistandolo per sé, modificando così i precedenti modelli d’acquisto e creando un maggiore potenziale di mercato. Parlando dei canali di distribuzione di settore, i dettaglianti di gioielleria e orologi mantengono saldamente la maggior value share in Italia con il 90% delle vendite nel 2017. Le vendite via internet continuano a registrare una graduale, costante crescita, considerate soprattutto per oggetti di minor prezzo e per la bigiotteria. Tale trend positivo è confermato anche nelle previsioni future, e dato il crescente peso delle vendite on line, la competizione è prevista essere sempre più basata sulle promozioni di prezzo. I consumatori infatti apprezzano la possibilità di ricevere consigli specializzati, vedere e provare gli oggetti di gioielleria prima di comprarli. Resta quindi forte il posizionamento e perdurante il successo delle catene di rivenditori specializzati, altamente fidati. La frequenza di visite dei consumatori nei centri commerciali è diminuita nell’anno 2017 in corso e si prevede un ulteriore declino nei periodi a seguire. Le vendite di gioielleria resteranno pertanto sostanzialmente store-based, come confermato dalle previsioni future (fonte: rapporto ‘Jewellery in Italy’, Euromonitor International). 


17/01/2018, © Euromerci - riproduzione riservata

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