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Alessandra Rabuini, top manager in ambito logistico

L’8 marzo, con il pieno di retorica che tutti gli anni lo accompagna, è alle spalle. Ma le donne, impegnate in ruoli professionali spesso difficili da conciliare con il tran tran quotidiano, sono sempre più consapevoli di quanto importante sia per la società la loro presenza nel mondo del lavoro e – fortunatamente - non si accontentano di mere “commemorazioni”.  Ma quale è la situazione “femminile” (e in sentiment ad essa correlato) nel nostro specifico settore? Lo abbiamo chiesto ad Alessandra Rabuini, da alcuni anni protagonista importante nel mondo della Logistica, al punto da essersi aggiudicata il Premio Il Logsitico dell’Anno 2021.


 

Alessandra Rabuini


 

Lei ha ricoperto vari ruoli nel settore (sales manager e responsabile dell’ufficio acquisti di operatori e società di fama internazionale), operando sia presso terze parti logistiche che nel comparto immobiliare: quali sono le “abilità” che distinguono il modo di lavorare di una donna in questi ambiti?

In sintesi, per le esperienze da me acquisite nei ruoli direttivi, la donna ha adottato spesso un metodo di partecipazione orizzontale delle risorse umane più che assumere una direzione verticale sul modello “top-down”, creando in questo modo maggiori coinvolgimento e motivazione da parte delle persone attive in azienda e conseguendo  migliori risultati e soprattutto più duraturi. Non penso sia obsoleto dire che i molteplici impegni affrontati dalle donne sia nella gestione del privato che in quella aziendale le renda “multitasking”, cioè capaci di affrontare con flessibilità il lavoro. Questa flessibilità non è disgiunta da una costante capacità di vivere appieno e con un immersione totale ogni mansione. Umiltà, curiosità, adesione mentale ed emotiva al progetto, non dare mai nulla per scontato sono qualità ricorrenti nella visione aziendale femminile.

 

 

 

Secondo lei il ruolo femminile nella logistica ha avuto una evoluzione? O quello che il mercato si aspetta da una donna è rimasto immutato nel tempo?

Ritengo che il famoso " tetto di cristallo " che le donne devono affrontare nel percorso della carriera non sia ancora stato completamente sfondato. Sicuramente si vedono sempre più figure femminili in posizioni apicali anche in logistica, territorio per decenni quasi esclusivamente maschile. Emergono inoltre figlie di imprenditori del settore che si stanno imponendo con piglio, capacità e idee innovative, assumendo ruoli e visibilità che compete loro non solo per “ius soli”, ma per valori personali riconosciuti dal mercato di riferimento.

 

 

Ci sono ambiti, in seno alla logistica, che di fatto restano preclusi alle donne. Come mai, secondo lei?

Gli ambiti che restano preclusi  - a parte la manovalanza che richiede forza fisica e resta appannaggio di ruoli maschili - direi che a livello di AD/CEO si vedano ancora poche donne al comando. Fermo restando che le presenze femminili nel settore siano in percentuali più esigue rispetto alla componente maschile, tuttavia ritengo che questa situazione sia dovuta al fatto che le donne per la loro storia relativamente recente nel mondo del lavoro non facciano cordata come invece accade per gli uomini, da tempo più allenati a giocare in squadra. Noi donne ci muoviamo più singolarmente e questo non facilita. Occorre ricordare a noi stesse l'antico motto :"l'unione fa la forza" .


 

 

 

Lei è stata rotariana, membro del Propeller Club, nel consiglio direttivo di Ailog e associata ad Assologistica. In ambito associativo i ruoli di vertice – salvo rare eccezioni – sono però ancora appannaggio degli uomini…

Le Associazioni sono importantissime, sono fucine di cultura del settore, scambi e porta-voci di istanze all'esterno anche per gli organi governativi. Aneddoto rotariano. Mi sono trovata come rotariana a partecipare a una riunione/lunch  di un club in Belgio. Al mio ingresso è sceso un silenzio di ghiaccio imbarazzante e avevo tutti gli occhi puntati su di me. Mi sono guardata l'abito: elegante, ma austero. Quindi?  Poi ho compreso la ragione della sorpresa: ero l'unica presenza femminile in sala! Tutti esclusivamente uomini! Secondo le antiche regole rotariane, ancora in auge  in alcuni club della Vallonia, le donne non potevano partecipare, ma in quanto rotariana non si è potuto escludermi... Anzi il presidente, anche per una forma di cortesia, dopo il benvenuto, mi ha assicurato che avrebbe aperto il club a candidate donne. Dopo due anni ho saputo che era accaduto!

 

 

Quali sono secondo lei le competenze “femminili” di cui il nostro settore ancora pecca?

Direi carenza nel campo della tecnica, ormai ci sono anche molte donne laureate in ingegneria e informatica, quindi si spera maggiore presenza femminile anche nella gestione dei magazzini automatizzati. Tutta l'industria e la logistica vanno sempre di più verso soluzioni integrate 4.0 con conseguente ingegnerizzazione dei processi e utilizzo della tecnologia block-chain, oltre all'automazione spinta dei magazzini. Mi auguro di vedere una presenza sempre più massiccia declinata al femminile anche in questo settore tecnico della logistica.


A cura di Ornella Giola

 

 

 

14/03/2022, © Euromerci - riproduzione riservata

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