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E. Pellerito e A. Bonomini di Anima Talent Development

"Ognuno di noi ha abilità, che rappresentano tratti distintivi e caratteristiche che lo contraddistinguono. Essere consapevoli di queste caratteristiche mette la persona nelle condizioni di guidare il più possibile il proprio percorso professionale: crescere, fare carriera o anche semplicemente aumentare il proprio livello di soddisfazione. Lavorare sul “Talento” significa per noi aiutare le persone a far emergere le proprie abilità, “ciò che riesce loro meglio” e che sono in concreto acceleratori di comportamenti efficaci. Più questi comportamenti sono allineati anche ai bisogni aziendali, più lo sviluppo della persona porta risultati, per sé e per il contesto, creando soddisfazione, motivazione". Con queste parole Elena Pellerito e Anna Bonomini ci parlano di Anima Talent Development, società da loro fondata nel 2010 e  la cui vision e mission è di supportare l’azienda e le persone che ne fanno parte nel definire il loro migliore sviluppo insieme, in modo allineato e reciprocamente vantaggioso. 



Come si declina in concreto questa mission? Pellerito: Ci facciamo guidare dal bisogno dell’azienda: non abbiamo soluzioni standard. La nostra è una struttura snella, che può offrire percorsi e soluzioni personalizzate.


Quali sono le vostre aree di intervento in ambito aziendale? Pellerito: La nostra proposta è incentrata su due ambiti: da una parte la consulenza rivolta all’imprenditore e a chi gestisce le Risorse Umane, per definire o migliorare i processi, la struttura organizzativa, individuare e valutare le competenze di successo per la specifica realtà aziendale; dall’altra, la consulenza rivolta alla persona, per supportarla nella crescita, nella formazione, con un taglio coerente con la nostra idea di sviluppo e perciò focalizzata sulla consapevolezza di sé come primo passo per gestire meglio anche le relazioni all’interno del contesto lavorativo.  


La vostra organizzazione parla di PERSONA, di TALENTO, di AZIENDA COME SPAZIO DI CRESCITA, di BENESSERE ORGANIZZATIVO... ottimi punti di partenza, ma quale feedback ricevete dal mercato al riguardo? Vi è sensibilità verso questi VALORI/TEMI? Pellerito: Anima nasce dalla nostra precedente esperienza aziendale, mia e di Anna, dal nostro vissuto concreto. In azienda ognuno è impegnato nel portare a termine il proprio lavoro, che nella quotidianità finisce per identificarsi con le attività da svolgere, quelle che vengono richieste. Questo purtroppo fa perdere di vista il vantaggio di essere parte di un unico sistema, che è appunto l’azienda. Diventa perciò necessario “rimettere insieme” ciò che nelle organizzazioni viene diviso inevitabilmente con la specializzazione e i ruoli. Per far questo è fondamentale che le persone ripartano da sé, si conoscano, facciano il punto sui propri obiettivi, desideri, aspettative, sulle proprie competenze e modalità operative. Le aziende con cui lavoriamo e che hanno intrapreso questo tipo di percorsi sperimentano un nuovo modo di lavorare, più responsabilizzante verso le persone, il che si traduce in migliori risultati economici. 


Elena Pellerito conosce bene il nostro settore, avendo lavorato per anni per un noto operatore dei trasporti


Nel vostro team aziendale vedo soprattutto manager donne: questo perché i "valori della persona" sono un tema diciamo così dai connotati più "femminili"? Bonomini: Abbiamo avuto e continuiamo ad avere anche grandi maestri uomini… e molti sono i consulenti uomini che lavorano con noi…per fortuna! Diciamo che l’elemento comune fra di noi è stato il desiderio di ripensare il nostro percorso e riscoprire anche nostre peculiarità e talenti: la ricerca del nuovo, il cambiamento, l’autonomia.


Dal vostro speciale punto di osservazione come giudicate l'attuale situazione del mondo del lavoro? Bonomini: Le aziende potrebbero affrontare meglio le sfide di mercato se innalzassero il livello delle competenze: sono ancora molte le realtà che considerano importanti solo le competenze tecniche, che sono basilari, certo, ma da sole non bastano per creare il vantaggio competitivo di un’azienda rispetto alla concorrenza. Pensiamo a un bar: saper fare il caffè è la condizione di base per tenere aperta quella attività commerciale. Ma cosa determina il successo di quell’attività? Altro: il come quel commerciante caratterizza il contesto, come sa attrarre e fidelizzare i clienti. E queste sono le competenze trasversali. Un’altra area di miglioramento è quello della retention delle nuove risorse professionali, dei giovani. Sono lo specchio dell’evoluzione del mondo del lavoro e a loro interessa poco il posto “fisso”. Sono gli asset intangibili che li guidano nella scelta di un posto di lavoro: le possibilità di apprendere e crescere continuamente, il benessere, lo stare bene anche in termini di stimoli e clima; il rispetto e il mantenimento delle promesse da parte dell’azienda sono aspetti fondamentali per decidere di fermarsi e portare contributo alla crescita dell’organizzazione. 


Anna Bonomini ha creato nel 2010, assieme a Pellerito, Anima Talent Development


In collaborazione con Assologistica Cultura e Formazione state per organizzare un seminario sul pensiero circolare e sul ruolo delle emozioni, anche in ambito lavorativo: ci potete dare qualche anticipazione? Pellerito: E’ un tema in cui crediamo molto e che è molto coerente con quello che ci siamo dette, anche rispetto al mondo del lavoro. Imparare a riconoscere e utilizzare le emozioni, proprie e altrui, ci rende molto più efficaci, sicuri nell’affrontare le situazioni, gli imprevisti, più aperti alle relazioni, rispetto a quando utilizziamo solo la ragione. E’ un tema che per le persone rappresenta spesso una “riscoperta” più che una scoperta: fin da bambini conosciamo attraverso le emozioni, non avendo ancora la padronanza del linguaggio. Le emozioni sono una preziosa fonte di informazioni su di noi e l’ambiente che ci circonda, le persone. Crescendo, la cultura occidentale ci insegna ad attribuire importanza quasi esclusivamente alla ragione, al pensiero, come strumento di conoscenza.Affrontare un problema con un cliente per esempio richiedere competenze di analisi e comprensione dei fatti, ma anche capacità di gestire lo stress, l’imprevisto e la relazione con l’altro, che sono aspetti che chiamano in causa le emozioni. E’ un tema che in azienda sta diventando sempre più rilevante. 


Perché un operatore del mondo della logistica e dei trasporti dovrebbe affidarsi alla vostra consulenza? Pellerito: Quello della logistica è un mondo caratterizzato da velocità di risposta, cambiamenti repentini del mercato, alti livelli di pressione e di stress. Io arrivo dal mondo dei trasporti e Anna da quello produttivo, entrambi molto concreti e operativi. Per cui sappiamo come il “fare” sia un elemento predominante di questi contesti. Competenze come la flessibilità, la creatività, la fiducia in sé e negli altri, apparentemente così distanti, sono invece dei potenti alleati del “fare”, perché allenano la capacità di gestire i cambiamenti, imparare dagli errori, portare il miglioramento continua. Insomma, danno una nuova veste al fare. 

04/02/2019, © Euromerci - riproduzione riservata

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