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Emergenza Covid-19, ne parliamo con Andrea Gentile

Intervistiamo, per via telefonica, il presidente di Assologistica Andrea Gentile lunedì 16 marzo. Purtroppo i dati sui contagi del coronavirus continuano a essere gravi e in espansione nel nord del Paese ed esiste, inoltre, una forte preoccupazione che si allarghino massicciamente anche a sud. Ciò rappresenterebbe una nuova catastrofe. 

“Tutti sappiamo che siamo in una situazione drammatica - ci dice subito il presidente di Assologistica - attaccati ai notiziari per sapere il decorso di questa pandemia. Dobbiamo, però, anche sottolineare che il Paese, che gli italiani stanno dando una prova di grande maturità e stanno collaborando, attenendosi, nella stragrande maggioranza, alle direttive dettate dal governo. Indicazioni e restrizioni che sono state all’inizio criticate all’estero e che oggi, si può dire, sono state adottate o stanno per esserlo in tanti altri paesi europei, come sta avvenendo in Spagna, in Francia e in Germania. In un momento così difficile, credo sia importante sottolineare, in particolare, che a fianco delle strutture e degli operatori sanitari, impegnati con grande abnegazione in uno sforzo straordinario, vi sono anche gli operatori della logistica, in primo luogo autotrasportatori e operatori dei centri di stoccaggio e della grande distribuzione organizzataPotevamo correre il rischio di aggiungere alla crisi sanitaria anche quella degli approvvigionamenti, in primo luogo degli alimentari e dei prodotti di prima necessità. Ciò non è avvenuto. Il nostro settore, pur con tante difficoltà, pur in una situazione critica manifestatasi ancor prima che il Paese fosse colpito dal coronavirus, ha dato una risposta di efficienza. Questo è un dato di estrema importanza, che dovrà essere ricordato quando questa situazione drammatica sarà superata. E’ infatti un dato che mette in evidenza quanto la logistica sia rilevante nel sistema socio-economico del Paese. Importanza che tante volte viene sottovalutata a livello sia politico sia di governo. Questa sottovalutazione non deve trovare più spazio”.


 


Le associazioni del settore, come Assologistica, sono intervenute più volte chiedendo al governo interventi per fronteggiare la situazione. Finalmente, il 2 marzo c’è stato un incontro con la ministra Paola De Micheli nel quale sono state avanzate precise richieste…

GENTILE: Un incontro che si era reso assolutamente necessario date le difficoltà attraversate dalla logistica e dal trasporto merci nelle settimane precedenti. Difficoltà spesso sconfinate nel caos, dovuto anche al fatto che ci si è trovati di fronte a disposizioni o anche a minacciate disposizioni da parte delle amministrazioni regionali diverse una dall’altra. Criticità si sono registrate anche a livello del controllo delle merci in porti e aeroporti, dato che il personale è stato spostato in maniera massiccia sul controllo passeggeri. In particolare, con l’istituzione delle zone rosse, il trasporto delle merci è stato ‘segmentato’. Cosa assurda perché la logistica opera per filiere, non per ‘segmenti’. In sintesi, nell’incontro sono state chieste per il settore linee guida chiare e omogenee per tutte le aree territoriali. Aggiungo che Assologistica ha chiesto alla De Micheli anche misure a salvaguardia dell’operatività e del lavoro nei terminal portuali e ha firmato una lettera aperta alle istituzioni italiane ed europee, con altre organizzazioni, come Anita, Assofer, Fercago, Uirr, in cui si chiede di tutelare in questo momento critico il trasporto intermodale. In particolare, è stato chiesto di salvaguardare tale modalità attraverso interventi e processi coordinati con le protezioni civili e le Regioni coinvolte, ma coordinando tali azioni a livello centrale per avere uniformità di procedure d’azione.

 

Quali sono state le risposte?

GENTILE: Da quanto si è appreso dalla conferenza stampa del presidente del consiglio Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, come ha sottolineato anche il presidente della Confetra Guido Nicolini - pur in attesa di leggere il decreto - la ministra De Micheli ha rispettato gli impegni presi negli incontri con il nostro settore, come dimostra il fatto che la logistica e il trasporto merci sono stati considerati come settori tra i maggiormente colpiti dall’emergenza coronavirus. Ciò comporta che beneficerà delle misure compensative, fiscali e amministrative e degli strumenti agevolativi previsti dal decreto “Cura Italia”, che contiene, appunto, le misure straordinarie per sanità, famiglie e lavoro, e, inoltre, altro elemento positivo, potrà contare sulla cassa integrazione. Quest’ultimo un dato importante affinché il settore possa superare il momento difficile senza licenziare lavoratori. A livello generale, un altro passo positivo è stata la firma, tra governo, confederazioni sindacali e parti datoriali, del protocollo per la regolamentazione delle misure tese a contrastare la diffusione del virus negli ambienti di lavoro. Un accordo che consentirà alle imprese di tutti i settori, attraverso il ricorso agli ammortizzatori sociali e la riduzione o sospensione dell’attività lavorativa, la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro. Quindi, siamo davanti a un “pacchetto” di misure che vanno nella direzione giusta, anche se ci sono altri specifici problemi che bisogna affrontare, specie a livello portuale.

 

A quali si riferisce?

GENTILE: Nei porti si stanno vivendo forti preoccupazioni perché diversi importanti armatori cominciano a creare problemi per venire in Italia e, oltretutto, temono che una volta venuti e ripartiti finiscano in quarantena, perché provenienti dall’Italia, in qualche altro Paese. Assoporti, anche su nostra sollecitazione, ha emesso un comunicato che informa che i nostri scali sono pienamente operativi nel rispetto delle regole sanitarie dettate dal governo. Mi permetta un’ultima nota. Proprio questa criticità che si sta verificando nel trasporto marittimo mette in luce quanto sia grave il momento che il Paese sta attraversando. Infatti, non dobbiamo dimenticare la fondamentale importanza che ha il trasporto via mare per rifornire di materie prime le nostre industrie. Possiamo solo sperare che le misure adottate e la disciplina dei cittadini nell’osservare le disposizioni governative ci tirino fuori da questa tragedia.

 

Paolo Giordano

 

20/03/2020, © Euromerci - riproduzione riservata

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