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Ettore Sbandi dello Studio Legale Santacroce

Il mondo doganale nazionale (ed europeo) sta vivendo un periodo di radicale trasformazione, a seguito anche dell’entrata in vigore del nuovo Codice doganale unionale. Sono tante le novità introdotte allo scopo di efficientare il sistema, con benefiche ricadute sul mondo economico. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Ettore Sbandi, uno dei maggiori esperti in materiale di tematiche doganali. Sbandi è autore di vari libri sul tema, per il quale tiene anche corsi, master universitari e scrive articoli su importanti testate giornalistiche. Fa parte del team dello Studio legale Santacroce dedicato alla consulenza e al contenzioso in materia di commercio internazionale e di diritto doganale e delle accise, seguendone i profili tributari ed extratributari. Nel corso del primo semestre 2017 terrà per Assologistica Cultura e Formazione, ramo formativo di Assologistica, tre corsi (se ne parla in fondo a questo articolo).


AEO: vogliamo sintetizzare le novità introdotte dal nuovo Codice doganale unionale, che rivaluta al massimo questa figura dell’operatore economico autorizzato?
A mio giudizio, l’AEO è la vera grande innovazione del nuovo Codice, che introduce un sistema per così dire “a doppio binario”. Da una parte, la dogana per tutti, ossia l’operatività di import e di export tradizionale, che siamo tutti abituati a conoscere; dall’altra, la dogana flessibile, quella per i soli soggetti affidabili, quelli cioè che l’autorità ritiene meritevoli di trattamenti prioritari e premiali. Tali e tanti sono i benefici riservati agli AEO o ai soggetti comunque attestanti status propri degli AEO (minori controlli, minori garanzie, minori tempi di autorizzazione, minori costi amministrativi) che l’impresa non può più ignorarne i vantaggi in termini di semplificazione e riduzione dei costi, l’unica strada per competere a livello globale.
 
 
Dal suo punto di vista di osservazione, come giudica si stiano muovendo/adattando gli operatori italiani a queste nuove disposizioni?
Probabilmente la logistica nazionale ha recepito il messaggio dell’AEO attrezzandosi in larga parte per la certificazione, ma diverso è il discorso per l’impresa con vocazione internazionale, sia in import che in export. Sono ancora moltissime le aziende sprovviste dell’autorizzazione AEO ed il gap con i paesi UE è ancora consistente; per numero e/o per peso economico e industriale dei soggetti certificati, l’Italia è dietro alla Germania, alla Spagna ed alla Francia, e questo è un dato che deve far riflettere.
 
 
Una delle novità prevista dalla nuova regolamentazione è rappresentata dalle “facilitazioni”: ne volgiamo parlare relativamente al 2017?
Le facilitazioni sono il fulcro delle innovazioni del nuovo codice, sostanzialmente tutte direttamente o indirettamente discendenti dall’AEO. Tra le altre, mi piace rammentare il tema dello sdoganamento centralizzato e del self assessment. Con questi due istituti, il sistema doganale verrà capovolto, e gli operatori potranno non solo “fare dogana” in casa, con merci importate ed esportate in tutta l’Ue, ma arrivare a forme di autocontrollo e autoverifica rivoluzionarie. Si pensi all’impatto che questi sistemi potranno avere in materia di export, di prova di uscita delle merci, di utilizzo dei termini di resa, di centralizzazione degli hub logistici, ecc.
 
 
E che cosa ci attende su questo tema nel prossimo triennio?
Tutto si gioca nel triennio 2017-2020, quando si realizzerà la road map di definizione del codice. È in questo periodo che entra ed entrerà in vigore il sistema REX, l’integrazione della telematizzazione UE, l’attivazione delle banche dati condivise unionali e, ovviamente, sdoganamento centralizzato e self assessment. In buona sostanza, è adesso che l’impresa deve farsi trovare pronta e consapevole.
 

In che modo la riforma delle accise impatterà sul nostro settore?
Quello delle accise è un mondo fondamentale e troppo sottovalutato. La liberalizzazione dei mercati ha reso i prodotti ad imposta vari e variegati e i soggetti passivi sono proliferati. Alla fine del 2016, il DL Fiscale e la Legge di Bilancio hanno inciso profondamente sul Testo Unico delle Accise, con grandi novità anche per la logistica e i trasporti, basti pensare al tema dei nuovi depositi fiscali e a quello della tracciatura dei mezzi e degli scarichi di prodotti energetici, che imporrà profonde modifiche al sistema di distribuzione e commercializzazione dei carburanti.
 
 
In tema di regime di “perfezionamento” (attivo/passivo) quali sono le novità all’orizzonte?
Il perfezionamento, insieme al deposito, è il regime doganale speciale che reca maggiori novità e si presenta ora come una leva di business potenzialmente molto interessante. Nel nuovo regime, infatti, le merci importate e lavorate nell’Ue possono beneficiare della totale non applicazione dei dazi, ove i prodotti lavorati vengano (ri)esportati, oppure possono beneficiare di applicazione dei dazi differita e ridotta, ove detti prodotti lavorati siano destinati al mercato UE. I benefici di sospensione o riduzione e differimento, insomma, sono evidenti.
 
 
A parer suo le novità introdotte dal nuovo Codice unionale avvantaggeranno qualche settore merceologico in particolare del mondo produttivo italiano?
Non direi un settore merceologico in particolare, ma indicherei due strade: la prima produttiva, laddove il codice ha inteso sostenere i produttori unionali con nuove politiche di sospensione e differimento delle imposte di confine; la seconda, invece, attiene alla commercializzazione dei prodotti nazionali, unionali o extra UE, con interessanti agevolazioni per l’operatività logistica in sospensione dal dazio e per l’e-commerce, che mi pare in molti casi (moda, accessori, ecc..) essere la vera frontiera dei prossimi anni.

A cura di Ornella Giola 

I CORSI dell’avv. SBANDI per Assologistica Cultura e Formazione
Ecco l’elenco dei corsi programmati:
 ABC delle operazioni doganali: introduzione alla pratica doganale e opportunità per le imprese23 febbraio
AEO, regimi speciali e semplificazioni: processi di efficientamento dei flussi doganali nel codice doganale UE – 4  aprile
Origine, made in e valore in dogana – rischi import export e regolarizzazione dei flussi documentali ed operativi –  11 maggio
Informazioni: www.assologisticaculturaeformazione.com

16/01/2017, © Euromerci - riproduzione riservata

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