26/03/2024

Crisi geopolitica e commercio internazionale nella prima giornata di Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry

Conclusa la prima giornata di lavori dell’8a edizione di Shipping, Forwarding&Logistics meet Industry, evento promosso da ALSEA e dall’International Propeller Clubs Port of Milan, in programma il 26 e 27 marzo a Milano presso il centro congressi di Assolombarda.

 

Dopo i saluti istituzionali degli organizzatori Umberto Masucci, presidente dell’ International Propeller Clubs, Betty Schiavoni, vicepresidente di ALSEA e Riccardo Fuochi, presidente dell’International Propeller Clubs Port of Milan, il primo blocco di interventi è proseguito con l'intervento di Piero Pellizzari,  comandante del porto di Genova, in rappresentanza di Nicola Carlone, comandante generale delle Capitanerie di porto – Guardia costiera, ha ripercorso tutti i fattori che influenzano il settore marittimo sia dal punto di vista geopolitico che ambientale.

La consueta sessione d’apertura dedicata allo scenario geopolitico ha visto in particolare al centro del dibattito la situazione nel Mediterraneo allargato e in particolare la crisi del mar Rosso tra i due colli di bottiglia dello stretto di Suez e quello di Bab-el-Mandeb.

Ma quelli del mar Rosso è solo gli ultimi eventi di una catena che sta mettendo in crisi la logistica, come ha evidenziato Marco Conforti, presidente di PSA Italy. Secondo Conforti già da tempo sono in atto trasformazioni nel settore: ad esempio il ro-ro registra tassi crescita del 50% superiori ai contenitori. Occorre dunque una pianificazione pubblica e amministrazioni che tengano conto di queste tendenze per cui non è necessario ampliare la capacità dei terminal contenitori. Per Massimo Deandreis, direttore generale di SRM, il Mediterraneo resterà comunque centrale in un sistema globale in cui Nafta, Ue e Asia resteranno i tre grandi poli.  

Con i problemi collegati al transito attraverso il canale di Suez le merci si muovono diversamente e Giuseppe Mele, direttore generale di Confetra, ha evidenziato come stia aumentando il traffico sulle Alpi. Tra il 1980 e il 2022 si è passati da 49,8 a 118,5 milioni di tonnellate.  Mele ha sottolineato anche diverse criticità: la mancanza di armonizzazione di regole e politiche di transito tra i vari Paesi (Italia, Francia Svizzera e Austria); la dotazione infrastrutturale dei valichi non è adeguata e sono previste limitazioni sia stradali sia ferroviarie; mancanza di una programmazione e gestione integrata dei cantieri.  

Proprio sulle catene di fornitura, tra nuova globalizzazione e autonomia strategica, si è concentrata l'economista Cristina Pensa del centro studi di Confindustria che ha definito il backshoring come una strategia né concreta né auspicabile per l'Italia, vista la carenza di materie prime.

Marco Grassidonio, country head di Garbe, azienda tedesca specializzata nell’industrail real estate, ha fornito uno sguardo sul reshoring e il nearshoring che evidenziano nuovi trend: la Cina è stata prima scelta per delocalizzare, oggi si è sviluppata un'attenzione per il Sud Est asiatico e l'interesse verso il nearshoring si è impennato negli ultimi anni. Sempre da una ricerca di Garbe emerge che il Nord Italia potrebbe beneficiare parecchio del nearshoring. 

La mattinata dei lavori è poi proseguita con un focus su Africa e Cina. Emanuele Oddi, analista e ricercatore di Eurispes, ha evidenziato il buon andamento dell’economia africana in un contesto che comunque rimane complesso ed eterogeneo con tensioni politiche e militari in paesi come Rwanda, Repubblica Democratica del Congo, Niger e Senegal, Stato quest'ultimo che è in pieno processo elettorale in un clima di contestazione. Alcuni Stati sono a rischio default, senza dimenticare le crisi climatiche e i disastri naturali.

Mauro Battocchi, direttore generale per la promozione del sistema Paese del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale, ha evidenziato la relazione tra Italia e il Nord Africa nella quale deve coesistere un forte legame logistico e infrastrutturale.  Ad esempio il nostro Paese è il primo partner economico della Tunisia.

Si è poi passati a parlare delle relazioni bilaterali Italia-Cina (dopo l’uscita dell'Italia dalla Via della Seta) con Alessandro Zadro, responsabile del centro studi dell’Italy China Council Foundation che ha sottolineato la complessità del tema, poiché l'Italia era stato l'unico Paese del G7 a firmare il memorandum of understanding. Zadro ha evidenziato come esista uno squilibrio nello stock degli investimenti tra risorse impegnate dall'Italia in Cina (15,5 miliardi) e viceversa (circa 2,3). Tuttavia l'Italia rimane la prima destinazione dei turisti cinesi in Europa. 

Anche quest’anno l’evento milanese ha ospitato, in anteprima, la presentazione della 6a edizione dell'analisi di Contship SRM sui “corridoi logistici” del settore container. Lo studio è stato condotto attraverso l’analisi dei risultati di interviste a 400 imprese manifatturiere sulle modalità di gestione e organizzazione della loro logistica portuale, sull’intermodalità, sugli incoterms e sui loro progetti di sostenibilità e di digitalizzazione. 

Dallo studio si conferma un dato preoccupante: nel 2023 il 75% delle imprese ha optato per l’ex works (franco fabbrica) per il loro export, ovvero per la cessione al compratore della merce dell'intero processo di trasporto, dalla fabbrica al destino.

Share :