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Ad A. Tosciri (Ceva) e F. Domenghini (Continental)

Ceva ha realizzato la “TyreCity”, hub che copre una superficie di 80 mila mq ed è localizzato in posizione strategica a Somaglia, in provincia di Lodi. E' interamente dedicato allo stoccaggio, alla movimentazione e al cross-docking di pneumatici. La “TyreCity”, assieme ai magazzini hub "Città del Libro", "Città del Pharma" e “TechCity” dedicati rispettivamente al settore editoriale, farmaceutico e ai prodotti di elettronica di consumo, rappresenta un altro tassello nel processo di innovazione e di visione di Ceva alla logistica collaborativa. Sulla nuovo struttura abbiamo intervistato Alberto Tosciri, key account manager di Ceva Italia e Francesco Domenghini, market operations manager di Continental Italia, uno dei clienti top ospitati nella "TyreCity".


Siamo giunti al quarto magazzino di logistica collaborativa lanciato in Italia, qual è il motivo sottostante a questa vostra strategia? Alberto Tosciri: Dopo la “City of Book”, la “City of Pharma” e la “TechCity”, il 9 giugno abbiamo inaugurato il nostro quarto magazzino di logistica collaborativa, la “TyreCity”. Se la prima apertura poteva sembrare una scommessa, ora sappiamo che fare logistica collaborativa funziona, funziona perché porta benefici economici all’operatore logistico, riflettendosi a cascata, in una riduzione dei prezzi per il servizio offerto alle imprese che decidono di affidare a Ceva, la gestione delle proprie attività logistiche. Questo è il motivo sottostante alla nostra strategia, che ha portato Ceva, in soli cinque anni, all’apertura di quattro nuove “City of…”. Considerando vari aspetti di questo nostro approccio logistico, siamo in grado di affermare che Ceva ha anticipato quelli che diventeranno standard operativi di settore in un futuro ormai prossimo. Infatti, la committenza che decide di condividere con i propri competitor gli assets logistici, persegue finalità attuali in tempi di crisi, come l’abbattimento e la variabilizzazione dei costi fissi, e allo stesso tempo pone le basi per obiettivi futuri, come la riduzione dell’impatto ambientale della logistica, la cosiddetta “green logistics”, tematica della quale si inizia solo oggi a parlarne concretamente. Una logistica eco-sostenibile resa possibile, per esempio, attraverso la saturazione dei mezzi, la condivisione delle strutture di magazzino e minimizzazione delle tratte percorse per la consegna della merce al medesimo punto di destino. Tutto questo, attraverso l’approccio di logistica collaborativa, in Ceva è già realtà.


Nello specifico, quali sono le ragioni che hanno spinto Ceva a realizzare la “TyreCity”? TosciriCeva offre servizi logistici dedicati a molteplici settori, spaziando dal C&R, passando per l’editoria, per il settore farmaceutico e arrivando all’automotive. Quest’ultimo sicuramente, con il 25% del fatturato di Ceva Italia, equivalente a circa 130 milioni di euro, assume una notevole importanza. La scelta strategica, dunque, è quella di continuare a puntare in modo deciso e concreto a questo settore. E alla luce dei risultati ottenuti dall’automotive nei primi sei mesi dell’anno nel mercato italiano, ovvero una crescita costantemente in doppia cifra, la nostra si sta dimostrando una scelta vincente. Ecco spiegato il perchè dell’apertura di un nuovo magazzino monosettoriale e multicliente dedicato allo pneumatico. Un ulteriore messaggio al mercato per ribadire l’intenzione di Ceva: supportare la crescita e lo sviluppo di tutti gli operatori del settore automotive. La domanda sul perché iniziare proprio dagli pneumatici, potrebbe sorgere spontanea. La risposta è semplice: il pneumatico è l’elemento essenziale di tutto ciò che si muove, l’unico strumento di contatto tra il mezzo e la strada. Tutti i prodotti del settore automotive, senza gomme, rimarrebbero soltanto affascinanti e complessi mezzi statici.


Avete parlato di benefici win-win per tutti coloro che scelgono la TyreCity, quali sono e come si possono cogliere? Tosciri: Prima di entrare nel dettaglio di quali sono i benefici ottenibili da tutti coloro che scelgono Tyrecity, è doverosa una premessa: la logistica collaborativa funziona solo quando gli operatori logistici sono in grado di diffondere la cultura di questo nuovo modo di fare logistica, generando un effettivo valore aggiunto e garantendo trasparenza e compliance. Anche le aziende committenti devono però comprendere e credere nei benefici che possono derivare dalla decisione strategica di condividere la supply-chain con i concorrenti, in quanto la chiave del successo deve risiedere nelle caratteristiche del prodotto proposto al mercato e  non nel modo in cui è gestita la supply-chain. Semmai questa, se terziarizzata, può consentire un risparmio di tempo e risorse da investire nel proprio core business. Detto ciò, in un mercato come quello italiano, dove le merci si muovono per il 92% su gomma, e il costo del trasporto pesa per il 55% sul costo logistico totale, alcuni benefici di una logistica caratterizzata da un approccio di tipo collaborativo sono evidenti: la saturazione dei mezzi e la condivisione della flotta e del network distributivo, infatti, consentono di abbattere il costo per i trasporti. Non solo, oltre a ottenere una variabilizzazione e una riduzione dei costi logistici, benefici già accennati precedentemente, condividere significa anche che le spese per un magazzino dotato di sistemi tecnologici all’avanguardia sono imputate al cliente solo in ragione della quota relativa all’occupazione di esso. Inoltre chi sceglie la “TyreCity” di Ceva può contare sulle best practice nella gestione del pneumatico, avvalendosi di persone formate, che sfruttando anche le economie di apprendimento, offrono competenze specifiche. La logistica collaborativa consente di trarre vantaggio dalle sinergie che nascono dall’integrazione di flussi di diversi clienti, oltre alle economie di scala ottenibili dalla gestione di grandi volumi. In tutto ciò va ricordato che lo sguardo di Ceva è rivolto alla green logistics, una logistica che riduce le emissioni di CO2 e di polveri sottili.


Quali sono le caratteristiche operative e strutturali del nuovo hub multicliente? Tosciri: La “TyreCity” è composta da 2 moduli per un totale di 80 mila mq, il tutto all’interno di un polo logistico, che con i suoi 160 mila mqi, è uno dei più estesi del panorama europeo. Il nostro è l’unico magazzino multi-cliente, in Italia, interamente dedicato alla gestione e distribuzione degli pneumatici. Ogni anno, al suo interno, vengono gestiti oltre 3 milioni di pezzi, eseguite più di 130 mila consegne, per un totale di oltre 40 mila tonnellate di gomme spedite in tutto il territorio nazionale. Tutto è reso possibile grazie all’utilizzo di 22 macchine per la movimentazione delle merci e con la collaborazione di 10 dipendenti diretti coadiuvati da 45 dipendenti indiretti, che durante i picchi stagionali raggiungono quota 60. Nel sito è presente un sistema di sicurezza antintrusione, oltre a un impianto di videosorveglianza direttamente collegato alla “monitoring room” di proprietà di Ceva, la control tower. Estrema attenzione è stata poi dedicata al sistema antincendio, di particolare importanza quando all’interno di un hub vengono stoccati pneumatici. Infatti il magazzino è interamente coperto da sensori di rilevazione fumo, collegati a un sistema di spegnimento sprinkler e una stazione di pressurizzazione composta da tre motopompe con pompa elettrica di mantenimento pressione, oltre a due serbatoi di accumulo da 500 metri cubi cadauno.


Continental è uno dei principali clienti di Ceva nel settore degli pneumatici, quando avete iniziato la relazone con l'operatore e quali sono oggi i vantaggi del trovarsi già presenti all’interno della "TyreCity"? Francesco Domenghini: Continental è effettivamente uno dei maggiori clienti di Ceva nel settore degli pneumatici. Una relazione nata nel 1997 che si è evoluta nel tempo in una vera partnership, partendo da una semplice relazione cliente/fornitore; questo rapporto di collaborazione ci ha portato a inaugurare assieme la “TyreCity”, quello che è l’unico magazzino in Italia interamente dedicato alla gestione e alla distribuzione degli pneumatici. Sicuramente essere già oggi presenti all’interno di questo magazzino e costituirne un elemento fondamentale, oltre ad essere per noi un vanto, significa poter disporre sin da subito delle migliori risorse e delle migliori competenze presenti sul mercato per la gestione della logistica dei nostri prodotti. Le persone sono un elemento chiave di questo rapporto; infatti le persone che lavorano all’interno della “TyreCity” hanno una tale esperienza da poter essere considerate un riferimento in tutte le fasi operative di stoccaggio e distribuzione delle nostre gomme, dall’inbound sino alla consegna del prodotto al punto di destino. Altro punto di forza derivante dalla presenza di Continental in questo magazzino è la facilità di comunicazione con i contract manager e gli operativi di Ceva, perché, vista la profonda e consolidata conoscenza del prodotto e delle nostre esigenze, parliamo la stessa lingua. Ora il punto da sviluppare sarà quello di verificare le possibili sinergie verticali con gli altri protagonisti della "Tyrecity", attuali e futuri, a valle della nostra catena logistica.


Durante l’evento di lancio della TyreCity vi è stato riconosciuto da Ceva lo status “Showcase”, che cosa significa e quali sono i vantaggi ottenuti? Domenghini: All’interno di Ceva esiste un approccio volto a valutare e classificare ogni singolo magazzino. Ciò avviene tramite la definizione di standard operativi, che diventano poi il metro di misura per verificare e valutare le performance dei singoli siti, definendo al contempo gli obiettivi di miglioramento. I siti sono classificati in quattro categorie, di cui la categoria “Showcase” è  lo standard più elevato che in accordo con Ceva abbiamo voluto conseguire, in quanto consci della potenzialità del nostro magazzino. Ciò significa avere istruzioni di lavoro standardizzate, un processo interno di monitoraggio e valutazione dei KPI’s unitamente a una logica diffusa impostata verso un continuo miglioramento delle performance e delle produttività di ogni singola attività svolta all’interno dell’hub nel rispetto delle regole in materia di salute e sicurezza dei lavoratori. Ovviamente il fine ultimo, che ci ha spinto a richiedere il raggiungimento del riconoscimento “Showcase”, è portare a un miglioramento dell'efficacia delle operations a fronte di un continuo aumento di complessità che rischiava di far accrescere i costi oppure di ridurre la performance della nostra attività logistica. Raggiungere questo livello di eccellenza è stato un risultato estremamente importante, ma non casuale. E’ infatti il frutto di un percorso iniziato a luglio del 2013 e conclusosi a dicembre 2014 con concreti miglioramenti in termini di qualità del servizio, numero di pezzi gestiti in un anno e gestione della complessità crescente del magazzino. Cardine del percorso sono state ancora una volta le persone, di entrambe le aziende, coinvolte in un duro lavoro fatto di formazione, coinvolgimento, applicazione e cambio culturale.   


Guardando al futuro del vostro settore e alle tendenze in atto, quali sono gli ambiti su cui state lavorando per adeguare la vostra catena logistica a vincere le sfide del futuro? Domenghini: Una delle tendenze fondamentali in atto è la continua riduzione degli stock da parte dei clienti; questa attenzione al circolante nasce dalla crisi in atto ormai da anni, ma anche dal continuo aumento dei codici articolo (la gamma è sempre più specializzata e dedicata ad applicazioni specifiche) che fa crescere le problematiche di efficienza nella gestione degli stock, sopratutto considerando che i nostri clienti hanno la necessità di gestire la gamma di più produttori. Di conseguenza la tensione alla performance sui tempi di trasporto diventa più elevata in quanto aumentano gli ordini urgenti (poiché dedicati a utilizzo immediato e non alla ricostituzione di stock) e perciò abbiamo ormai la necessità di coprire l’intera penisola in 24 ore tramite due centri di distribuzione e utilizzando corrieri espressi per le aree più remote. Stiamo poi spingendo sul lato tecnologico assieme con i nostri fornitori logistici per essere pronti a tracciare in tempo reale le spedizioni (idealmente rendendo disponibili ai clienti la tracciatura GPS delle stesse) in modo di poter offrire una stima il più possibile affidabile dei tempi esatti di consegna. Più in generale assistiamo a una richiesta sempre maggiore di customizzazione dei servizi logistici che ci deve portare a investire nei prossimi anni sia in nuovi processi di magazzino più flessibili degli attuali sia negli strumenti informatici di supporto a tali processi, senza i quali difficilmente il tutto potrà essere efficiente ed economicamente sostenibile. Per questo motivo stiamo valutando nuovi servizi, che pensiamo di implementare soprattutto in quell’ottica di integrazione verticale di cui parlavo prima, il cui fine ultimo è creare un mutuo beneficio per noi e i nostri clienti.

a cura di Ornella Giola 

23/07/2015, © Euromerci - riproduzione riservata

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