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Parla Marco Cassago, managing director di ”AS 24”

Società di TotalEnergies, AS 24 - acronimo di “Automatic System h24”, elemento di fondamentale importanza per la mobilità dei clienti - è azienda che si occupa del rifornimento e dell’assistenza dei mezzi pesanti grazie a una imponente serie di stazioni di servizio “dedicate” in tutta Europa, per un totale di 1500 stazioni di servizio, di cui 404 di proprietà. Da qualche tempo la società si va estendendo anche in aree geografiche extra-continentali. Le filiali europee sono 15 in totale, in 29 Paesi. In Italia sono funzionanti 145 stazioni che “servono” circa 670 clienti (dal piccolo padroncino ai detentori di flotte di centinaia di automezzi), il fatturato complessivo nel nostro Paese ha sfiorato nell’ultimo anno i 55 milioni di euro, per un utile di circa 1 milione e mezzo. La sede principale è a Milano, e conta 17 addetti. Sull’attività di AS 24 Italia abbiamo rivolto alcune domande al managing director,  Marco Cassago. 


Marco Cassago


Può darci qualche accenno sulla vostra storia?

AS 24 nasce nel 1988 con CPO per l’esigenza dei fornitori di trovare un punto di rifornimento in Francia ad un prezzo giusto e corretto. Si sono create così delle piccole stazioni interne, per poi arrivare alla creazione di una rete che poi si è estesa velocemente nel tempo a livello europeo. Nel corso degli anni AS 24 ha subito una serie di acquisizioni, fino ad arrivare nel gruppo Total nel 2003, con il cambio del logo. In Italia la società sbarca nel 2004. All’inizio eravamo tre dipendenti, ma la rete si è estesa e cresciuta velocemente, tanto da riuscire ad arrivare all’apertura di 54 stazioni entro la fine del 2019. Personalmente sono in azienda da circa 30 anni e ho sempre visto la società crescere e svilupparsi. Stando ai dati del mese scorso, le stazioni europee con il nostro marchio sfiorano le 1500 postazioni, di cui 404 di proprietà, ma non ci fermiamo qui, visto che ora ci stiamo espandendo anche fuori dai confini continentali, in Georgia e Azerbaijan.

 

In termini di fornitura, come agite?

Non ci fermiamo ai soli carburanti classici, ma ci stiamo attrezzando sempre più per la fornitura anche di AdBlue. Poi ci sono i carburanti di transizione, come il GNL. Nel nostro Paese contiamo 23 stazioni che lo accettano e in Europa sono già 48. A breve conto su un raddoppio complessivo dell’offerta. E a proposito di offerta di fornitura, sottolineerei anche i servizi alla clientela che vanno oltre la semplice erogazione di carburante. Per esempio, è importante quello che stiamo facendo sul costo diversificato per ogni nazione, in termini di pedaggio, tanto che abbiamo dotato i nostri clienti di un supporto-dispositivo che permette di riconoscere i dati grazie a una Sim e a un Gps omologabili nei vari tratti autostradali, un servizio che si va estendendo in tutta Europa. Se prima c’era bisogno di diversi dispositivi per entrare nei vari Stati, adesso si può scegliere il Paese interessato e il sistema si allinea automaticamente alla situazione geografica in cui ci si trova, segnalando costi, eventuali bonus previsti e tutte le peculiarità nazionali - dalle accise fino all’Iva - che possano interessare ai camionisti impegnati nel percorso. Davvero, qualcosa di unico e innovativo.

 

I recenti aumenti dei prezzi del carburante possono creare problemi seri. Come vi muovete in tal senso?

La filosofia di AS 24 è naturalmente quella di riuscire a fornire carburante al miglior prezzo e cerchiamo - riuscendoci, vorrei sottolineare - di essere sempre molto competitivi. Rispetto agli aumenti noi rispettiamo assolutamente gli indicatori di mercato, senza porre in essere nessun tipo di politica speculativa. Si tratta di una sorta di impegno nei confronti del cliente per riuscire a fornire il miglior prezzo possibile, con reciproca soddisfazione. Per noi è una filosofia aziendale rigidissima, quindi rispettiamo alla lettera i termini del contratto, che prevedono una costante attenzione ai bisogni dei nostri partner.


 


Qual è il vostro “territorio di competenza” in Italia, e quali le aree rispetto alle quali vorreste estendere il vostro raggio d’azione?

Siamo concentrati soprattutto al nord, sull’asse della A14 anche perché abbiamo molti clienti francesi. Poi, i lituani sono il nostro primo cliente e anche i loro mezzi attraversano soprattutto quel percorso. Alcuni di loro dispongono di flotte dai numeri incredibili, superiori ai 600 in totale per numero di mezzi in movimento. Recentemente, abbiamo aperto due stazioni in Calabria e altrettante in Sicilia, quindi la volontà di ampliare il nostro raggio d’azione esiste e lo perseguiremo con particolare decisione.

 

Ormai il problema della sostenibilità è al centro di ogni ipotesi di sviluppo futuro, in ogni campo. Voi come vi state muovendo?

Stiamo pensando all’idrogeno, all’elettrico e all’energia eolica, ma le nostre attenzioni sono rivolte soprattutto ai clienti e alle loro esigenze. Quando costruiamo e rendiamo operativa una nuova stazione dobbiamo anzitutto essere sicuri di poter attrarre i clienti. Per fare degli esempi, è importante sapere che costruire una stazione classica a gasolio costa circa un milione di euro; invece, una a idrogeno può costare fino a 5 milioni e si arriva a 10 se si decide di puntare su un punto vendita a pannelli solari. Come si può facilmente intuire, si tratta di investimenti importanti, rispetto ai quali occorre ragionare attentamente. Per fare 100 chilometri un automezzo pesante consuma in media 27 litri di gasolio, mentre per la stessa distanza occorrono 8 chili di idrogeno, ma ovviamente il prezzo è molto diverso. Ci stiamo ragionando, gli esperti della nostra compagnia che studiano gli scenari futuri stanno lavorando alacremente per mettere a punto le soluzioni migliori. Vogliamo continuare, questo deve accadere anche in prospettiva a medio e a lungo termine.


di Tiziano Marelli

04/04/2022, © Euromerci - riproduzione riservata

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