19/11/2017

Apre a Bologna Camilla, primo Food Coop italiano

Camilla è il nome del primo Food Coop, ovvero supermercato autogestito che apre a Bologna e si ispira a un analogo modello di provenienza statunitense, i cui primi punti vendita risalgono addirittuta agli anni 70, come il più noto di tutti, il Food Coop di Park Slope, a New York. Il primo punto vendita italiano, Camila appunto, viene aperto da Alchemilla GAS (Gruppo di Acquisto Solidale), in collaborazione con l’Associazione Campi Aperti, organizzazione di produttori biologici e contadini del territorio. 


La formula di Camilla si basa sulla presenza attiva dei clienti che sono soci-volontari
La soluzione si è diffusa anche altrove, a Parigi (dove ha riscosso talmente successo che adesso conta ben 30 punti vendita in tutta l’area metropolitana) e da poco anche a Bruxelles. In Camilla i clienti sono soci (soci-volontari) e si impegnano in prima persona, per poche ore al mese, per lo sviluppo e la gestione dell’emporio. Come? Ricevendo la merce, mettendola sugli scaffali, pulendo e riordinando gli spazi e facendo i cassieri; in questo modo è possibile abbattere i costi di gestione della struttura e quindi i prezzi. Per diventare membri effettivi del progetto, basta versare una quota annuale di circa 100 euro. I soci-volontari non solo si occupano solo delle attività ordinarie per la gestione del punto vendita, ma scelgono anche i fornitori, sulla base della qualità delle materie prime e sulla sostenibilità dei produttori. 


Food Coop anche nel documentario di un americano trapiantato a Parigi
Food Coop è anche il nome di un documentario (https://www.youtube.com/watch?v=zz19ETFNh_8) girato da Tom Boothe, un americano che vive a Parigi e la cui idea era di ricreare nella capitale francese un supermercato con le stesse caratteristiche di quello del suo Paese. Naturalmente ci è riuscito: il suo negozio (enorme: misura 1500 mq) oggi può conare su tremila soci e in molti, nella capitale francese, si sono ispirati al suo modello.
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