24/04/2024

Futuro della logistica del made in Italy: quale ruolo per i giovani della generazione Z?

La generazione Z è quella che viene riferita agli attuali giovani e anche giovanissimi, ormai in età di approccio lavorativo e professionale. In verità, un numero significativo di sociologi ha già deciso di caratterizzarla ben più nitidamente e in modalità interpretativa molto chiara, ribattezzandola “Generazione anZia”. Per spiegare meglio, da quando nell’era moderna si è deciso di identificare le generazioni in maniera riconoscibile a seconda delle epoche che si succedono si è iniziato partendo da quella dei Tradizionalisti, composta dagli individui nati tra il 1925 e il 1945, uomini e donne che hanno vissuto la tragedia delle Seconda guerra mondiale e faticosamente hanno poi provato a lasciarsela alle spalle. A seguire è stato il turno dei Baby Boomer: arriva fino al 1964 e riguarda i figli - lo dice la parola stessa - del boom economico che ha caratterizzato l’occidente del mondo. Quindi è stato il turno della generazione X, dichiarata finita intorno al 1980, anche la prima a godere dell’avvento di un abbozzato Internet e capace di distinguersi per la decisa intraprendenza dimostrata da entrambi i sessi. Poi sono arrivati i Millenial, cresciuti fino al 1995 a “pane e rete” e catalogati come ottimisti e tolleranti, ambiziosi e competitivi. Dopo questo excursus arriviamo appunto alla Z, cioè i nativi fra il 1996 e il 2010: perfettamente digitali, figli anche dei social; ragazzi nel complesso considerati aperti, meno rigidi rispetto a chi li ha preceduti e parecchio votati al multiculturalismo. Questo insieme di caratteristiche e interessi, in effetti, può indurre una voglia di conoscenza e di slancio in avanti che può comportare anche crisi d’identità e timore del futuro soprattutto in ottica lavorativa, in un  periodo come quello attuale che a livello globale non si presenta prospettivamente positivo, invece piuttosto offuscato da decise difficoltà economiche e sommovimenti sociali (come le guerre) che non consentono una visione chiara degli anni che ci attendono a breve, medio e anche lungo termine.  

In verità, nell’osservare le frotte di ragazzi e ragazze provenienti da tutta Italia che hanno popolato e invaso pacificamente Gaeta nelle giornate del Festival dei Giovani in programma dal 17 al 19 aprile scorsi, i componenti di questo recentissimo spaccato sociale possono aver dato senz’altro l’impressione di vivere in uno stato di “anZia”, però nella voglia anche sfrenata di stare insieme, di scoprire in maniera disincantata e allegra il mondo che li circonda e anche di capire quale sarà il loro destino in termini professionali: in verità, niente di connotabile come qualcosa di negativo, anzi.

L’impressione si è palesata in maniera chiara e netta durante l’incontro “Nuove Generazioni, nuove rotte: il ruolo della nel futuro della logistica del made in Italy”, organizzato da Assologistica e Intergroup, convegno che si è tenuto proprio nella città costiera laziale lo scorso giovedì 18 aprile nella splendida cornice del Castello Angioino che sovrasta Gaeta. Per la cronaca, la sala era strapiena e in gran parte occupata proprio dai ragazzi “Z”, attentissimi nel voler cogliere dalle parole dei relatori quale potrà essere il loro ruolo in un settore che negli anni prossimi sarà caratterizzato da un ulteriore e deciso balzo in termini di crescita occupazionale. 

Umberto Ruggerone, presidente di Assologistica, ha iniziato il suo intervento rivolgendosi proprio ai giovani presenti sottolineando che “tutte le generazioni fanno fatica ad imporsi, e questa ha ancora tutta davanti a sé una strada da disegnare e percorrere. È importante, dunque, per loro sapere che le prime tracce di ‘logistica’ risalgono ad almeno 3000 anni fa, e ne fa ampio cenno Erodoto usando il termine ‘loghisticos’, che in greco indica ‘l’uomo delle parole’. Quindi, il termine e la funzione vantano una storia che va ben oltre le ultime generazioni, e che si pone comunque come proiettata verso il futuro in maniera decisa, sempre bisognosa di rinnovamento e in continua evoluzione. Quella definizione ormai ultramillenaria intendeva riferirsi a un soggetto capace di ‘pianificare le scorte’ per poter affrontare al meglio le guerre, i nemici, le avversità. In poche parole, per crescere e arricchirsi a seconda delle situazioni contingenti”.

"Ieri come oggi - ha proseguito Ruggerone - si può definire la logistica alla stregua di un enorme contenitore di complessità, e conoscere e capire come saperla affrontare al meglio giorno per giorno è elemento essenziale di continuità proprio partendo dalla sua storia. Questa è una delle cose più belle che potrete affrontare al termine del vostro corso di studi, perché le ‘nuove rotte’ - il tema di questo incontro – sarete voi a percorrerete, e voi ne sarete anche i futuri protagonisti. E dovete tenere ben presente un assunto, cioè che la logistica è sostanzialmente la risposta all’esigenza del presente e del contingente, quindi dobbiamo sempre chiederci e saper rispondere a quali saranno i nuovi percorsi che la riguarderanno. Per esempio, il cambio di paradigma che vedrà nei prossimi anni la nostra società passare dal motore termico a quello elettrico cosa comporterà?  E’ evidente che dovremo saper affrontare nuove problematiche e nuovi flussi, perché questa trasformazione cambierà completamente tutto il settore a partire da quello della componentistica, e questa sorta di rivoluzione epocale riguarderà tutta la filiera logistica. Quindi si delineeranno percorsi nuovi da tracciare, e sarete voi, le forze ‘nuove’ e ‘fresche’ che dovranno disegnarne e mettere in pratica i contorni futuri. Da questo punto di vista è importante sapere che Assologistica si sta impegnando fortemente nella formazione perché crediamo che rappresenti un aspetto fondamentale per la nostra crescita, e quindi ‘formare’ ragazzi come voi è aspetto che riteniamo primario e fondamentale per il nostro futuro e per quello delle aziende che ne fanno parte, in un modo o nell’altro in tutti i diversi aspetti della sua filiera”.  

In conclusione, ha osservato il presidente di Assologistica, “se poi ci troviamo in una cittadina portuale come Gaeta viene spontaneo pensare a come sia paradigmatico e importantissimo considerare l’importanza di una base logistica come questa. I porti sono punti d’arrivo e d’attracco che dalla notte dei tempi in poi devono alle peculiarità insite e proprie della logistica un ruolo di primaria importanza in termini di sviluppo, crescita e visione del futuro. Andare da un porto all’altro, conquistare nuovi mercati, spostare merci, allargare i confini in termini economici ma anche culturali: questo è il nostro compito, la nostra mission, e presto toccherà a voi giovani di oggi continuare a farlo, nel miglior modo possibile”. E a tramandarlo poi alla prossima generazione, quella che è già stata denominata Alpha e che riguarda i ‘nuovi arrivati’ al mondo dal 2010 in poi. Già è certo che questi attuali poco più che ragazzini avranno a che fare con l’intelligenza artificiale molto più di quanto già sta impetuosamente e inaspettatamente succedendo anche a noi da qualche tempo. Ma questa è già un’altra storia.

di Tiziano Marelli

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