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Presentato il rapporto sul “Ruolo dell’Italia nelle catene globali del valore” voluto da Alsea

Di fronte ad una platea virtuale di oltre 500 partecipanti, presentato il rapporto: “Il ruolo dell’Italia nelle catene globali del valore: trend in atto e potenziale dell’e-commerce”. Il presidente di Alsea, Betty Schiavoni, ha approfittato di questa occasione per lanciare una proposta su cui si auspica una ampia riflessione: “Il Politecnico di Milano, con questo studio, ha messo in evidenza come stiamo vivendo una stagione che può offrire all’Italia opportunità importanti. Per saperle cogliere occorre uno sforzo da parte di tutti, di coesione, di rigenerazione, di riforme – “bene i soldi del PNRR ma a noi interessano le riforme”.

 

 

Ha quindi lanciato una proposta per ribaltare la logica che riguarda uno degli aspetti fondamentali del nostro import/export, la fase dello sdoganamento, partendo dal comune sentire di importatori e imprese di spedizione e logistica secondo cui l’Italia è svantaggiata nei confronti dei Paesi del Nord Europa perché le merci importate dai nostri porti ed aeroporti subiscono maggiori e più approfonditi controlli.

 

 

Secondo Schiavoni, accanto allo sforzo di ottimizzare le nostre procedure a partire dall’avvio del SUDOCO, lo sportello unico dei controlli doganali, occorre cambiare punto di vista: la maggiore attenzione che pongono le Autorità italiane nei controlli sui prodotti che entrano nel nostro Paese e nell’UE attraverso il nostro Paese è una garanzia di tutela per imprese, cittadini e consumatori, soprattutto quelli più indifesi. Occorrerebbe puntare sul valore aggiunto in termini di qualità del prodotto entrato nel mercato UE attraverso porti e aeroporti italiani e renderlo riconoscibile creando un nuovo marchio di qualità, facilmente riconoscibile dai consumatori che secondo Betty Schiavoni si potrebbe chiamare “Sdoganato in Italia”.

 

 

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli italiana– prosegue Schiavoni – è una Amministrazione efficace ed efficiente. Ha ricevuto nel tempo diversi riconoscimenti nazionali ed internazionali per le innovazioni che ha saputo portare nella sua operatività garantendo così il giusto equilibrio – che non può mai mancare - tra i necessari controlli sulla merce e la fluidità dei traffici. Sdoganato in Italia’ potrà essere un modo per attrarre imprese a sdoganare nel nostro Paese, portando così in Italia produzioni, impianti e, quindi, occupazione e fatturato in Italia”.



I CONTENUTI DEL RAPPORTO

 

L’Osservatorio Export Digitale del Politecnico di Milano ha quindi presentato il rapporto sul ruolo dell’Italia nelle catene globali del valore. Ha aperto la professoressa Lucia Tajoli affermando che la crisi economica generata dalla pandemia ha avuto effetti gravi anche per il commercio internazionale di tutti i paesi, Italia inclusa. Il 2021 presenta però chiari segnali di recupero. Il PIL mondiale dovrebbe recuperare quanto perso aumentando del 6%, mentre gli scambi internazionali di merci presentano un tasso di crescita previsto dell’8%


Maria Giuffrida ha proseguito sottolineando come “Uno dei motori di ripresa del commercio internazionale, anche dell’Italia, è l’eCommerce. A fare da traino in Italia sono state le esportazioni e importazioni digitali, aumentate a ritmi allineati al periodo pre-covid, soprattutto nei comparti B2c (+14% è la crescita dell’export digitale di beni di consumo nel 2020 e +18% è la crescita dell’import digitale, anche se in valore assoluto l’import resta ancora limitato rispetto all’export). Questi dati assumono ancora più rilevanza se si considera che invece gli scambi di import-export dell’Italia attraverso canali tradizionali si sono ridotti di almeno il 10% nell’ultimo anno”.


Il professor Riccardo Mangiaracina ha evidenziato come “la ripresa sta però avvenendo a costi molto alti. In particolare, il settore del trasporto merci internazionale, soprattutto via container, ha subito una rilevante impennata dei costi generata da un significativo gap tra domanda e offerta e dall’elevata concentrazione del mercato. L’aumento dei costi e anche dei ritardi di trasporto potrebbe spingere le imprese ad adottare strategie di gestione delle attività di logistica, trasporto e spedizione orientate alla flessibilità. Un esempio è l’aumentato ricorso all’outsourcing logistico”

Il Professor Stefano Elia ha invece posto l’accento su come “il covid ha portato all’accelerazione di alcune forze di trasformazione delle catene globali del valore che potrebbero evolvere secondo diversi scenari alternativi. Questi comprendono, per esempio, la diversificazione delle catene del valore per aumentarne la resilienza oppure, al contrario, il ricorso al reshoring


Ancora Stefano Elia “In un contesto ancora caratterizzato da alti livelli di incertezza è difficile prevedere quali scenari evolutivi si concretizzeranno. Indipendentemente dallo scenario, è però evidente che la domanda di servizi logistici appare in crescita ed in evoluzione. Ci aspettiamo una domanda crescente in particolare dalle imprese di minori dimensioni che hanno bisogno di supporto per gestire la complessità delle operazioni internazionali, ma anche dalle imprese sia italiane che straniere che potrebbero scegliere l’Italia come base logistica per rientrare dai territori extra-europei nel tentativo di partecipare alle catene del valore macro-regionali”.

 

In conclusione dei lavori il professor Giulio Sapelli ha sottolineato che con l’aumento dei prezzi delle merci trasportate e la scarsità delle materie prime c’è da aspettarsi l’impennata dei prezzi, anche se la deflazione sul fronte dei salari e della offerta di lavoro continua a dominare. Ad oggi, in questo clima di incertezza, solo un accordo tra attori imprenditoriali - tra concentrazioni e M&A - può riportare meno incertezza e ripresa della circolarità virtuosa tra produzione e distribuzione. Tutto ciò nella ricerca di una prossimità realistica tra catene produttive e distribuzione che potrà inevitabilmente riportare ordine.

06/07/2021, © Euromerci - riproduzione riservata

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