29/01/2024

UNCTAD: Investimenti diretti esteri globali crescono del 3% toccando quota 1,37 trilioni di dollari

Secondo l’ultimo Global Investment Trends Monitor dell’UNCTAD (ovvero la Conferenza delle Nazioni Unite sul Commercio e lo Sviluppo, principale organo sussidiario permanente dell'ONU operante nei settori del commercio, sviluppo, finanza, tecnologia, imprenditoria e sviluppo sostenibile) pubblicato il 17 gennaio, gli investimenti diretti esteri globali (IDE) hanno sfidato le previsioni per il 2023, aumentando del 3% per un importo totale stimato a 1,37 trilioni di dollari.

Tuttavia, il rapporto evidenzia una sfumatura chiave: l’aumento complessivo è stato guidato principalmente da una manciata di economie “medie” europee, come Lussemburgo e Paesi Bassi, che spesso fungono da transito per gli investimenti diretti esteri destinati ad altri paesi.

Sorprendentemente, escludendo queste economie intermedie, i flussi globali di IDE registrano un forte calo del 18% nel 2023. Il resto dell’Unione Europea ha registrato un calo significativo del 23% e gli Stati Uniti, il maggiore destinatario mondiale di IDE, un calo del 3%.

Il rapporto dell’UNCTAD evidenzia anche un preoccupante calo degli annunci di progetti di investimento internazionali lo scorso anno, in particolare nel settore del finanziamento di progetti e delle fusioni e acquisizioni, che sono diminuiti rispettivamente del 21% e del 16%. Allo stesso tempo, gli annunci di nuovi progetti sono diminuiti del 6% in numero ma sono aumentati del 6% in valore, sostenuti in parte dall’industria manifatturiera.

Guardando al futuro, il rapporto afferma che un modesto aumento dei flussi di IDE nel 2024 sembra possibile, citando la stabilizzazione dell’inflazione e dei costi di finanziamento nei principali mercati. Tuttavia, avverte della persistenza di rischi significativi, tra cui tensioni geopolitiche, crescente debito in molti paesi e timori di un’ulteriore frammentazione dell’economia globale.

Il panorama complessivo degli IDE per i paesi in via di sviluppo nel 2023 ha rivelato un calo del 9%, pari a 841 miliardi di dollari. I paesi asiatici in via di sviluppo sono stati i più colpiti, con un calo del 12%. La Cina ha registrato un insolito calo del 6% negli afflussi di IDE, ma ha registrato una crescita dell’8% negli annunci di nuovi progetti. L’India, un altro gigante regionale, ha registrato un calo del 47% negli afflussi di IDE, ma è rimasta tra le prime cinque destinazioni globali per nuovi progetti.

L’Associazione dei Paesi del Sud Est Asiatico (ASEAN), tradizionalmente motore della crescita degli IDE, ha registrato un calo del 16%. Tuttavia, la regione è rimasta attraente per gli investimenti nel settore manifatturiero, con un notevole aumento del 37% nell’annuncio di nuovi progetti in paesi come Vietnam, Tailandia, Indonesia, Malesia, Filippine e Cambogia.

Al contrario, i flussi di IDE sono diminuiti di un modesto 1% in Africa e sono rimasti stabili in America Latina e nei Caraibi, guidati in parte dagli aumenti in America Centrale e dalla crescita del 21% in Messico, la seconda economia della regione.

L’analisi settoriale del rapporto per il 2023 mostra un aumento del numero di progetti in settori che dipendono fortemente dalle catene del valore globali, tra cui automobilistico, tessile, macchinari ed elettronica. Al contrario, il settore dei semiconduttori ha registrato un calo del 10% nel numero di nuovi progetti e un calo del 39% nel loro valore, dopo la forte crescita nel 2022.

Le energie rinnovabili vedono il loro primo declino dall’accordo di Parigi Il rapporto rileva preoccupazioni per il settore delle energie rinnovabili, che ha visto un calo del 17% nelle nuove transazioni internazionali di finanziamento di progetti e un calo del 10% nel loro valore. Il numero di progetti di investimento internazionali annunciati nei paesi in via di sviluppo in settori rilevanti per gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDG) è rimasto relativamente stabile nel 2023. Tuttavia, le operazioni internazionali di finanziamento di progetti legati agli SDG hanno registrato un calo del 27% in numero e del 40% in valore. Al contrario, i nuovi progetti in linea con gli SDG hanno registrato una crescita del 12% in numero e del 6% in valore.

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