15/10/2018

Convegno Assologistica a GIC EXPO 2018 di Piacenza

Assologistica, nella edizione di GIC EXPO 2018 (8-10 novembre 2018) è patrocinatrice del convegno, “Piano Nazionale di Salvaguardia Antisismica per i Centri Storici", presentato dagli archh Gimma e Stegher, nella considerazione del valore storico ambientale antropizzato dei centri storici, ubicati a ridosso delle faglie che corrono lungo la dorsale appenninica e che sono il più delle volte correlati ai bacini industriali, e sviluppati successivamente al primario insediamento abitativo. Come è spesso accaduto anche di recente, i comparti edilizi, realizzati con tecnologie costruttive più moderne hanno di fatto resistito ai sismi anche di notevole magnitudine, mentre i Centri Storici, vecchi anche di centinaia di anni,  sono stati a volte anche rasi al suolo ritrovandosi un cumulo di macerie. Con questo convegno ASSOLOGISTICA intende sostenere e promuove la proposta di Piano rivolta sia al legislatore a tutti gli organi della P.A, agli Ordini e Collegi Professionali nonché ai Professionisti, come misura di salvaguardia del valore storiografo e vocazionale degli agglomerati storici urbani per contrastare l’indiscriminato consumo del territorio ai fini residenziali.

Un gran numero di centri storici italiani soffrono di una serie di criticità tra le quali si possono distinguere:

1. le diverse condizioni di vita e di prospettiva occupazionale del territorio italiano hanno determinato, negli ultimi decenni, il progressivo allontanamento dei residenti da molti centri urbani, principalmente ricadenti in zone svantaggiate, e in particolare nell’entroterra della penisola, soprattutto lungo le dorsali montuose appenniniche. Interi centri storici sono stati così abbandonati, e l’edilizia che ne costituiva la componente identitaria è stata lasciata priva di manutenzione raggiungendo livelli di degrado che ne minacciano spesso la stessa esistenza.

2. I recenti terremoti, inoltre, hanno reso evidente come, in molte zone d’Italia, ad elevato rischio sismico, gran parte dell’edilizia non sia in grado di resistere alle scosse di elevata intensità, con conseguente pericolo di distruzione e cancellazione dei centri abiatati.

3. I collegamenti infrastrutturali, primari e secondari sono spesso desueti, mal strutturati e soprattutto carenti di fruibilità, soprattutto in caso di sisma di grave entità, ritardando in caso di necessità i soccorsi se non per quelli elitrasportati.

Le Norme Tecniche per le Costruzioni recentemente ridefinite dal Ministero delle Infrastrutture, impongono negli adeguamenti antisismici dell’edilizia livelli di sicurezza elevati, legati ad opere costose, che scoraggiano la committenza privata, limitano l’intervento pubblico di consolidamento degli edifici danneggiati, e rallentano la stessa ricostruzione post sisma delle aree più colpite.

Nel clima di generale impoverimento dei cittadini, che in parte si lega alle condizioni lavorative dei giovani, lo Stato Italiano non può limitarsi ad emanare disposizioni per allontanare la responsabilità di eventuali disastri ai vari livelli di potere. E’ piuttosto necessario:

-        che si renda protagonista di un’azione decisa, organicamente concepita, 

-       che assicuri sicurezza, occupazione, e conservazione dei valori identitari del nostro costruito; 

-       che promuova un serio esame del patrimonio edilizio storico esistente che ne evidenzi le criticità strutturali, al quale faccia seguito il generale miglioramento sismico dell’esistente, tanto di quello in muratura tradizionale, quando di quello con struttura di cemento armato. 

ASSOLOGISTICA è consapevole dell’emergenza in cui versa il territorio italiano e che la regìa pubblica dell’operazione dovrà assicurare il contenimento delle azioni all’essenziale, per limitarne i costi a carico della collettività. Sanare un centro abitato caratterizzato da un valore storico ambientale è un bene di tutti ed è quindi necessario tutelarlo e preservarlo per le prossime generazioni, evitando il ripetersi di situazioni paradossali quali il Cretto Gibellina, realizzato criticamente sul sedime delle vecchie case distrutte da Alberto Burri.

architetto Umberto Stegher


 


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