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Il NO alla TAV che scaturisce dall'Analisi CeB del prof. Ponti sottovaluta le ricadute logistiche

Il NO alla TAV che consegue alla Analisi CeB del gruppo guidato da Marco PONTI ci porterà alla Decrescita e alla emarginazione dalle rotte internazionali. 


La bocciatura della Analisi CeB relativa al nuovo collegamento ferroviario Torino-Lione, per chi da oltre due decenni opera nel settore della logistica parte già dal titolo. La tratta Torino-Lione è infatti un segmento del corridoio ferroviario Mediterraneo che, quando sarà completato, oltre a collegare trasversalmente l’Europa del SUD da Algesiras a Budapest, servirà a mettere in rete nella Pianura Padana, secondo quanto deciso dalla Commissione Europea il 19 ottobre 2011, ben tre Corridoi Ferroviari Sud Nord , il Genova-Rotterdam, il Napoli-Brennero-Berlino, l’Adriatico Baltico. È l’effetto rete per chi si occupa dei trasporti e di logistica il valore aggiunto che un Paese come il nostro non può assolutamente perdere. 


Quando la rete dei Corridoi europei sarà completata il Sud Europa avrà una Grande Area Logistica che partendo da Lione abbraccerà tutta la Pianura Padana. Un’area logistica che rafforzerà la capacità attrattiva dei nostri porti che sin qui hanno beneficiato meno di altri del raddoppio del Canale di Suez. Si capirà allora quanto fu importante la decisione europea del 19 ottobre 2011 che assegno al nostro Paese ben 4dei 10 Corridoi Ferroviari internazionali. 


La Analisi condotta da esperti dichiaratamente Anti Tav e quindi non obiettiva in partenza è una analisi “statica”, parziale e che non analizza i grandi benefici che metterà in moto tra 20-30 anni, le cose cioè che oggi non ci sono e che invece sorgeranno una volta realizzata l’opera. Si era intuito che la Analisi CeB del Ministero, che non aveva rispettato le regole del buon governo già nel nominare una Commissione equilibrata, era fatta per dire NO perché i Grillini vogliono la Decrescita che purtroppo come sappiamo non è assolutamente felice in particolare per chi ha perso il lavoro e non lo trova o per chi in questi anni ha visto diminuire introiti e fatturato. 


Se gli esperti avessero studiato la storia economica d’Italia avrebbero imparato che prima del Primo Traforo Ferroviario del Frejus noi avevamo un PIL di 1/4 rispetto alla Inghilterra e di 1/3 rispetto alla Francia. I benefici che portò la realizzazione del Tunnel fortemente voluto da Medail e da Cavour furono enormi. Se Cavour avesse ragionato con la stessa ottica il nostro Paese avrebbe tardato molto a uscire dalla pastorizia. Invece vinse Cavour e il nostro Paese anche per le sue scelte di politica delle infrastrutture si sviluppò. Allo stesso modo il nostro Paese deve il suo Boom Economico non solo alla Autostrada del Sole ma ai Trafori autostradali alpini ultimati negli anni sessanta e settanta che consentirono al nostro Paese di esportare in Europa auto, elettrodomestici e prodotti tessili. Se della Commissione avessero fatto parte un esperto di logistica e un esperto di turismo avrebbero potuto studiare meglio e calcolare le grandi ricadute economiche e occupazionali in quei settori. 


La Germania che ha creduto nelle infrastrutture e nella logistica occupa in questo settore oltre 2,5 milioni di persone, il doppio rispetto all’Italia. Gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto, che sono necessarie sia alla nostra vita quotidiana ma anche a tutti i settori dell’economia, hanno un alto effetto moltiplicatore nei decenni e quindi l’aver calcolato i benefici solo per 25 anni come ha dichiarato il Prof. Ponti inficia pesantemente il risultato della Analisi Costi e Benefici. La TAV porterà i suoi benefici anche ai nipoti dei nipoti del Prof Ponti. La Analisi incredibilmente inserisce tra i costi gli effetti positivi che, come si dice in Piemonte, “non hanno prezzo”, per l’ambiente e per il benessere. Toninelli non sa che in Europa ogni anno muoiono oltre 400.000 persone per inquinamento e 40.000 persone per incidentalità stradale. 


Ridurre inquinamento e incidentalità stradale è un impegno che la politica dovrebbe avere come priorità assoluta. Se si riducono le accise e i pedaggi autostradali vuol dire che la TAV otterrà il risultato previsto dall’Europa e sposterà i trasporti dalla strada alla rotaia e questo vuol dire la diminuzione dell’inquinamento e della incidentalità stradale, due cose che non hanno prezzo. Una Analisi CeB fatta apposta per dire no, una Analisi che aumenta i costi e non calcola i benefici. Il Paese, che presenta una disoccupazione giovanile doppia rispetto alla media europea e che ha visto aumentare notevolmente la fascia di povertà, è sceso in piazza a Torino due volte in due mesi e ha aderito in massa alla mia Petizione SITAV su change.org, deve essere ascoltato da Governo e Parlamento prima che vengano assunte decisioni antistoriche e antisociali. 


Mino Giachino SITAV SILAVORO

18/02/2019, © Euromerci - riproduzione riservata

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