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Umberto Ferretti, AD e direttore generale di Bracchi

Bracchi, colosso bergamasco saldamente inserito fra i maggiori marchi nazionali operante nel campo dei trasporti e della logistica - con sedi italiane in Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna e all’estero in Germania, Polonia e Slovacchia - ha chiuso il 2021 con un fatturato pari a 155 milioni euro, 13 in più rispetto all’anno precedente, e le previsioni per il 2022 si prospettano altrettanto foriere di ulteriore crescita. Un forte impulso che viene naturale far coincidere con l’arrivo da un anno alla guida dell’azienda - fondata nel 1928 - di Umberto Ferretti, nel doppio ruolo di amministratore delegato e direttore generale. Partendo proprio dal recente exploit, abbiamo rivolto a Ferretti alcune domande.




Umberto Ferretti è da un anno al timone di Bracchi



Per Bracchi il 2021 è stato un anno da record. Si può dire che è stato il suo arrivo a dare una scossa così forte al business?

In effetti è da allora che abbiamo messo in campo iniziative che sono state assolutamente in grado di dare un’accelerata al nostro modus operandi. Anzitutto abbiamo posto molta attenzione ad alcuni processi chiave e a abbiamo messo a punto piani di sviluppo riguardanti soprattutto l’information tecnology. Poi ci siamo concentrati sul miglioramento dell’efficienza dei nostri processi. Direi che ci stiamo riuscendo alla grande.


 

Tutto questo nonostante l’incombere della pandemia…

La pandemia ha dimostrato che senza una logistica (settore vitale per il nostro Paese, che vanta il 7% del Pil) all’altezza del grave momento, l’Italia si sarebbe letteralmente “inchiodata”. Questo periodo ha dimostrato che la “logistica fatta in casa” non paga, ma è meglio affidarsi a chi la sa fare veramente. Siccome da parte nostra è prioritaria l’attenzione al cliente, non abbiamo mai fatto mancare il meglio dell’offerta dei servizi a sua disposizione. Serviamo anche molte grandi aziende multinazionali che si sono trovate in grande difficoltà, non avevano previsto quello che sarebbe potuto succedere anche nel breve periodo e si sono completamente affidate a noi, rimanendo soddisfatte. Se trattati bene, i clienti si rivelano un investimento a lungo termine. Uno dei nostri obiettivi aziendali più sentiti e perseguiti recita: “Tratta bene il cliente e sarai ripagato”.


 

Anche per quest’anno le vostre previsioni di budget sono positive. Su cosa si basa questa convinzione?

Ci aspettiamo di beneficiare ulteriormente rispetto a quanto fatto nel 2021 in termini di produttività. In più, abbiamo messo in cantiere l’apertura di altri centri logistici, a partire già dal primo trimestre dell’anno. Al momento non posso dire di più, ma questo ampliamento avverrà soprattutto nel nord d’Italia.

 


Fra tutte le sue sedi Bracchi vanta circa 600 addetti, ma lei ha già dichiarato che il numero è destinato ad aumentare di pari passo con la vostra crescita. Sarà davvero così?

Certo, e direi che si tratta di uno sviluppo naturale alla luce di quanto sta succedendo, un merito da ascrivere al successo del nostro lavoro. Viviamo un momento che necessita di altro capitale umano, e vorrei anche sottolineare che presteremo anche particolare attenzione alla parità di genere. Da noi le donne hanno già raggiunto il 30% totale della forza lavoro, ma vogliamo che il gap venga ancora più ristretto. 

 


Sempre più aziende pongo l’accento su aspetti come la sicurezza e la sostenibilità. Cosa fa al riguardo Bracchi?

Anche per noi si tratta di priorità assolute. Ma voglio sorprendere affermando che rispetto alla sicurezza il nostro budget è pari a zero, e non può essere che così perché non consideriamo che si debba investire per qualsiasi tipo di infortuni vista l’attenzione totale che riserviamo alla sicurezza. Per questo abbiamo messo a punto una serie di direttive interne che tengono conto in assoluto di questa problematica, e i risultati già si vedono. Per quanto riguarda la sostenibilità ambientale siamo sempre alla ricerca di nuove soluzioni, senza dimenticare che l’energia certificata e rinnovabile ha un costo superiore a quella finora ritenuta “classica”. Noi proponiamo ormai regolarmente questo tipo di servizio ai clienti, ma proprio per la differenza di spesa l’argomento non viene sempre recepito nel giusto conto. Tutto questo frustra un po’ le nostre iniziative, ma continueremo a lavorarci.


 

Vista l’attenzione che ponete a tanti aspetti della filiera logistica, che cosa fate per la formazione dei vostri dipententi?

In quest’ambito il nostro è un programma in continuo aggiornamento. Ad ogni “salto tecnologico” che affrontiamo passiamo inevitabilmente attraverso un’attenta formazione di chi dei nostri operatori ne è coinvolto. Sono fortemente convinto che non possiamo considerarci un’azienda evoluta se non disponiamo di persone all’altezza. La tecnologia, il capitale umano e i processi di lavorazione devono essere elementi equamente dimensionati, situazioni all’altezza dei compiti che competono al nostro agire migliore.



di Tiziano Marelli

01/02/2022, © Euromerci - riproduzione riservata

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